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La 107 va abrogata senza se e senza ma, la Scuola aspetta ormai da 4 anni

S.B.C. Scuola Bene Comune è per l’abrogazione tout court della Legge 107 del 2015 e dei suoi istituti.

Considera questa legge destabilizzante per l’organizzazione della nostra Scuola statale, per l’ideologia intrinseca che essa veicola, quella di una Scuola azienda asservita alle logiche del mercato, di una scuola che abdica alle conoscenze per le competenze e che mette in competizione invece che in collaborazione tutti i soggetti coinvolti nel processo educativo, insegnanti, alunni, famiglie e ancora per un management neo autoritario e verticistico in contrasto con la Scuola intesa come Comunità Educante, concetto ribadito nell’ultimo contratto di lavoro.

Perché siamo contrari alla 107

Siamo contrari alle logiche dei bonus, dell’erogazione dei premi, dell’alternanza scuola lavoro, alla gestione del personale all’interno della scuola sulle diverse tipologie di posto ( curriculare e potenziamento) affidato al potere discrezionale del Dirigente Scolastico.

Dirigente eretto a vero Dominus che spesso invade la sfera della libertà di insegnamento e interviene nelle valutazioni finali degli alunni, quasi sempre dalla parte del cliente- alunno da promuovere ad ogni costo. I guasti di questa politica é il record dell’analfabetismo di ritorno che si attesta in Italia al 70%. Un vero e proprio fallimento.
Siamo convinti che l’attuale Governo e il Parlamento tutto, superando divisioni partitiche, debbano prendere atto del fallimento della Legge 107, rendersi conto dei guasti che ha provocato e provoca a oltre 4 anni e avere il coraggio di abrogarla.

Bisogna ascoltare la Scuola reale che il 4 marzo 2018 si espresse con il voto, bocciando una delle leggi più contestate della precedente diciassettesima Legislatura e che diede vita ad una grande mobilitazione con il più grande sciopero mai organizzato dagli insegnanti il 5 maggio del 2015, quando a Roma, Milano, Palermo, migliaia e migliaia di insegnanti scesero in piazza.
Ora molti di coloro che furono contro pare lo abbiano dimenticato.

Noi di S.B.C. no e lo vogliamo ribadire.
Una legge contro cui si elevarono nobili e autorevoli voci come quella del compianto Ferdinando Imposimato.

di Libero Tassella – comunicato S.B.C.

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