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Sindacati: Subito un piano Marshall per la Scuola e un commissario che ascolti i lavoratori

Sindacati: Subito un piano Marshall per la scuola e un commissario che ascolti i lavoratori. I sindacati lanciano l’ennesimo attacco alla ministra Azzolina. La crisi determinata dal Coronavirus esige per le rappresentanze sindacali, di risposte forti e immediate. Investimenti per far  ripartire la scuola. Come spiega la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi. “Tre miliardi di euro, la cifra che circola, servono solo per pagare le supplenze per dieci mesi se fai lo sdoppiamento di infanzia e primaria”.

Occorrono cifre, quindi, molto più importanti. Per la segretaria dello Snals, Elvira Serafini, servono per una ripartenza in sicurezza più di cinque miliardi e mezzo. Ma il tutto necessita di un nuovo rapporto con la ministra Azzolina. Rapporto, in questi primi quattro mesi, a dir poco deficitario, se non di grande tensione.

Serve dialogo e collaborazione. “Non una ministra che cambia opinione ogni ventiquattr’ore”. E’ netto Francesco Sinopoli, segretario della Cgil scuola, i lavoratori della conoscenza. Ruota molto intorno al tema delle risorse speciali, la videoconferenza dei cinque sindacati. Sindacati sempre più uniti contro la  Lucia Azzolina. E il livello della tensione è così alto che la Gissi arriva a esplicitare: “Siamo fermi all’anno sotto zero, per la scuola e la ripartenza a settembre serve un commissario, che conosca la materia, ascolti i lavoratori e inizi a preparare un piano per un rientro che sarà difficilissimo”.

Lo Snals fa sapere: “Non si può immaginare, a settembre, una classe metà in didattica a distanza, metà in aula. La scuola è interazione. La ministra non può andare in tv, dichiarare e poi spiegare: “Volevo vedere le reazioni del mondo dell’istruzione, un po’ di serietà. La scuola brucia e la Azzolina ogni giorno butta altro fuoco”.

Chiosa Rino Di Meglio, Gilda degli insegnanti: “Lo sa la ministra che un termoscanner costa migliaia di euro e che gli istituti scolastici in Italia sono 42.600? Forse non lo sa ed è giunta l’ora che ci rivolgiamo direttamente al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”. Chiude Francesco Sinopoli: “Senza risorse straordinarie non c’è riorganizzazione dell’orario di lavoro né ripartenza a settembre, con priorità per materne ed elementari. Il ritardo è già grave, la scuola deve diventare una priorità del governo subito”.

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