Fedeli (PD): “Riportare la scuola al centro della costruzione del futuro del Paese”
“La scuola è l’istituzione cardine della nostra democrazia e quello allo studio un diritto fondamentale, che va garantito sempre e ovunque nel Paese. Nel fare gli auguri per l’avvio del nuovo anno scolastico alle studentesse e agli studenti, ai loro genitori, a tutto il personale docente e non docente, è importante ribadire e sottolineare la centralità che l’istruzione deve tornare ad avere nell’agenda politica del governo”. Lo dice la senatrice Valeria Fedeli, capogruppo del Pd in commissione diritti umani.
“Con la nuova maggioranza che si è formata nei giorni scorsi – prosegue Fedeli – credo ci sia questa opportunità. Coglierla e realizzarla rappresenta una scelta strategica per far crescere l’Italia sulla base di competenze e innovazione, affrontare le sfide della società e attivare il cambiamento. E’ infatti solo un’istruzione di qualità, dai primissimi anni scolastici in poi, a poter garantire a tutte e tutti di realizzarsi nel lavoro e nella società, superare discriminazioni di genere, condizioni sociali, economiche, di provenienza. Ma per formare cittadine e cittadini all’altezza delle sfide e della complessità della società contemporanea servono azioni concrete”.
“Serve invertire una tendenza -prosegue- che negli ultimi mesi ha visto un grave disinvestimento sulla scuola. Penso in particolare ai tagli effettuati sull’alternanza o sulla lotta all’abbandono scolastico e alla povertà educativa, il blocco dei fondi sull’edilizia scolastica e per la stabilizzazione dei docenti. La scuola deve essere riportata al centro della costruzione del futuro dell’Italia. Così è stato negli anni dei governi Renzi e Gentiloni, così mi auguro che sia di nuovo oggi. Serve investire in una didattica innovativa e di qualità, sul digitale, su un’educazione civica europea, sulla formazione dei docenti”.
“Garantire a tutte le ragazze e i ragazzi il diritto di vivere una scuola di pari opportunità, di uguaglianza, rispettosa di ciascuna e di ciascuno, attenta ai bisogni educativi nella loro interezza, capace di dare chiavi di lettura per il mondo globale in costante trasformazione, è forse il principale dovere del nuovo governo. Sicuramente -conclude- uno dei principali obbiettivi su cui misureremo la sua efficacia, la sua capacità di realizzare la svolta per cui è nato”.
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