Colpo di calore per Meluzzi: “Tutta la scuola è controllata da una visione unilaterale del pensiero unico”

Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo, anche questa volta non ha perso occasione. Ha affidato a Facebook uno sfogo dal titolo “Lettera aperta agli Italiani su gli anni che verranno”, un post lunghissimo che chi ha voglia di leggere può trovare qui e in cui ha tirato in ballo anche la scuola.
Dopo essersi scagliato contro i migranti, contro il Papa, contro l’Europa ed i fantomatici poteri forti (colpa di ogni male dell’universo), ha detto la sua anche sull’istruzione. Otto punti, quelli raccolti dall’ospite fisso di molti programmi televisivi, che proprio contro l’informazione si scaglia coinvolgendo, non si capisce bene come, la scuola.
Meluzzi e la scuola, un bel colpo di calore
“Il totale controllo e l’omologazione del #Mainstream dell’#informazione giornali, televisioni, cinema e un conformismo servile opportunista delle accademie garantisce e garantirà lo #statusquo – ha scritto – Tutto questo partendo dal mondo della #scuola, totalmente controllato da una visione unilaterale del pensiero unico”.
Dunque, l’omologazione dell’informazione di giornali, tv e cinema partirebbe dal mondo della scuola che è controllato da una visione unilaterale di un qualche pensiero unico. Mario Monicelli avrebbe apprezzato la supercazzola dello psichiatra, ma i docenti certamente no.
La scuola ha ucciso Renzi
Come noto, se si vuole portare il discorso ad un livello estremamente basso e cioè di divisione tra insegnanti di destra o sinistra, non si può non tener conto del fatto che proprio la scuola, in larga maggioranza, ha decretato la fine di Renzi. In secondo luogo non si capisce in che modo il mondo accademico possa influenzare l’informazione. Inoltre, proprio gli insegnanti si sono dimostrati ampiamente favorevoli al nuovo Governo nel giugno 2018 proprio perché stufi della sinistra. Dopo Giannini e Fedeli, infatti, l’arrivo di Bussetti fu una boccata d’aria.
In verità la scuola andrebbe lasciata fuori dai cori, dalle guerre politiche. Se si tiene davvero al futuro del Paese proprio da qui si dovrebbe partire.
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