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Scuola, Pittoni (Lega): “Nel dopo PNRR priorità allo svuotamento delle graduatorie”

Il responsabile Istruzione della Lega critica il sistema dei concorsi annuali previsto dal PNRR: “Così si ostacolano le assunzioni stabili e si alimenta il precariato”

ROMA – Stop ai concorsi annuali e priorità allo svuotamento delle graduatorie per ridurre il precariato nella scuola italiana. È questa la posizione espressa da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato, intervenendo nel dibattito sulle politiche di reclutamento del personale scolastico nel periodo successivo al PNRR.

Secondo Pittoni, i concorsi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, concordati con Bruxelles durante la scorsa legislatura, avrebbero di fatto impedito lo svuotamento delle graduatorie dei docenti precari, rallentando i percorsi di stabilizzazione.

“Per i docenti precari la sinistra insiste a chiedere concorsi e piani di assunzioni, di fatto contraddicendosi”, afferma l’esponente della Lega. “Proprio i tre concorsi PNRR concordati dall’asse Pd-M5s con Bruxelles hanno impedito lo svuotamento delle graduatorie”.

Critiche ai concorsi PNRR e ai meccanismi di selezione

Nel suo intervento, Pittoni punta il dito contro la frequenza annuale delle procedure concorsuali introdotte dal precedente Governo in accordo con l’Unione Europea, sostenendo che il sistema attuale non favorisca realmente la qualità della selezione.

Il responsabile scuola della Lega critica in particolare i meccanismi di valutazione oggi utilizzati, ritenuti poco efficaci nell’individuare le reali competenze didattiche dei candidati.

“Se davvero si vogliono piani di assunzioni per ridurre il precariato, i concorsi vanno fermati”, sostiene Pittoni. “Specie se, imponendoli con cadenza annuale e senza aggiornamento dei meccanismi di selezione, si continua con test a crocette poco indicativi e orali in balìa degli umori dei commissari”.

Secondo l’ex presidente della Commissione Cultura del Senato, l’attuale modello rischia quindi di penalizzare l’esperienza maturata dai precari storici della scuola e di non valorizzare adeguatamente l’attitudine all’insegnamento.

Il nodo del precariato scolastico

Il tema del reclutamento nella scuola resta centrale nel confronto politico e sindacale. Negli ultimi anni, il PNRR ha imposto una revisione delle modalità di accesso alla professione docente con l’obiettivo di accelerare le assunzioni e uniformare il sistema italiano agli standard europei.

Tuttavia, il dibattito sulle graduatorie, sui concorsi e sulla stabilizzazione dei precari continua a dividere le forze politiche. La Lega torna ora a chiedere un cambio di strategia nel “dopo PNRR”, puntando su assunzioni dalle graduatorie esistenti e sulla revisione delle procedure selettive anche per il personale ATA.

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