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Classi pollaio, così una mamma vince il ricorso al Tar

Scuola superiore nega iscrizione a studente per esubero, mamma vince al Tar grazie alla norma che permette le classi pollaio

Il lato positivo delle cosiddette classi pollaio. La vittoria di un ricorso al Tar. Il Tribunale Amministrativo Regionale Emilia Romagna ha difatti accolto il ricorso formulato dalla madre di un alunno. E cioè contro il diniego di iscrizione del figlio alla classe III, indirizzo informatica e telecomunicazioni. Il diniego di iscrizione era stato giustificato dall’esubero delle iscrizioni, tuttavia la donna è riuscita a dimostrare che l’istituto accoglie 2640 alunni suddivisi in 115 classi. Ogni classe sarebbe pertanto occupata in media da 22 alunni, ma la normativa sulla formazione delle classi prevede che quelle di istruzione superiore sono costituite, di norma, con non meno di 27 alunni.

L’ammissione alla classe III

La questione dell’iscrizione del ragazzo e la questione della classe pollaio si è così risolta. Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna, annullando il provvedimento di diniego, ha ammesso l’alunno alla III classe dell’Istituto di istruzione, indirizzo informatica e telecomunicazioni. Ha quindi ha condannato l’amministrazione al pagamento a 2.000 euro di spese legali, oltre accessori di legge. Per i giudici l’asserito esubero di iscrizioni non può essere validamente opposto, essendo risultato che l’istituto accoglie 2640 alunni suddivisi in 115 classi. Quindi ogni classe sarebbe occupata mediamente da 22 alunni. Tuttavia il DPR n. 81/2009 recante la disciplina sulla formazione delle classi prevede che le classi di istruzione superiore sono costituite di norma con non meno di 27 alunni, sicché risulta dimostrato che sussisteva la capienza.

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