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Scuole Sardegna, presidenti istituti della regione contro maturità ridotta

La protesta: "In questo modo si snatura test e in 5 mesi si può trovare anche altra soluzione"

Entro fine gennaio il ministro Lucia Azzolina dovrebbe emanare l’ordinanza sullo svolgimento degli esami di maturità. L’ipotesi è di ripetere quanto fatto nel 2020, un maxi-orale senza prove scritte, ma i presidi non ci stanno e si inizia da quelli delle Scuole della Sardegna.

Presidenti di circolo e d’istituto sardi contro la nuova prova di maturità in forma ridotta. “Con la sola prova orale si snatura l’esame della sua propria funzione – si legge in una nota congiunta che arriva ad una settimana esatta dall’annunciato rientro a scuola degli studenti delle superiori dell’Isola, l’1 febbraio – L’esame si svolge con prova scritta ed orale allo scopo di rendere più possibile ed approfondita la prima esperienza dello studente.

“Ma rispetto all’anno scorso – osserva – credo che si possa svolgere un esame più consistente. Al momento è prematuro identificare un format, ma per il momento è ipotizzabile almeno una prova scritta oltre a quella orale. Dipende anche dal piano vaccinale, se potessimo contare su una vaccinazione diffusa per quell’epoca sarebbe diverso”.

La maturità – si legge nel testo del coordinamento delle scuole in Sardegna –  è il primo vero esame nel quale lo studente deve mettere in campo non solo le sue conoscenze in termini nozionistici, ma anche e soprattutto, la propria capacità di esprimerle e rappresentarle criticamente”.

Secondo il coordinamento c’è tempo per correggere il tiro: “In 5 mesi è realistico – osservano – pensare che si possa trovare la soluzione idonea al regolare svolgimento delle prove, come previste dalla normativa vigente, senza deroghe dettate da emergenze”.

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