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Conte bacchetta i tecnici: la scuola riaprirà. Azzolina “commissariata” dal Premier: ora ci penso io

Giuseppe Conte ha rotto gli indugi: a meno di venti giorni dalla campanella di inizio lezioni ha capito che occorreva una stretta. “Per il governo far riaprire la scuola è un imperativo categorico. Non sono ammessi errori di alcun tipo. Dobbiamo essere assolutamente preparati. L’anno scolastico deve ripartire come stabilito. E deve ripartire in sicurezza”. Così il presidente del consiglio ha convocato per un vertice, durato oltre due ore, i ministri Lucia Azzolina (Istruzione), Paola De Micheli (Trasporti), Roberto Speranza (Salute), Francesco Boccia (Regioni), il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. La conseguenza diretta  è che il premier ha avocato a palazzo Chigi il tema – cruciale per la sopravvivenza del governo – della ripartenza della scuola: «Al coordinamento ora ci penso io, qui tutto l’esecutivo è in gioco…». Un commissariamento di fatto della contestatissima Azzolina. E il primo passo verso un probabile rimpasto, dopo le elezioni regionali del 20 e 21 settembre.

Risultato: una chiamata all’ordine e un imperativo ripetuto da tutti i ministri. “Non c’è alcun timore che a causa dell’impennata dell’epidemia la scuola non possa riaprire. E’ escluso”. Azzolina ha confermato che gli ingressi nelle scuole avverranno in modo scaglionato, in base a orari flessibili, che però verranno decisi dai singoli istituti in forza del principio dell’autonomia. Arcuri ha illustrato la situazione relativa ai banchi: arriveranno in tre tranche, l’ultima a ottobre. Questo permetterà di garantire il distanziamento nelle classi, che resta confermato.

Si è poi parlato a lungo del nodo contagi, una volta che le lezioni saranno riprese. E si è deciso di seguire le linee dettate dall’Istituto superiore di sanità, con il tracciamento degli studenti che dovessero risultare positivi: il responsabile Covid di ogni scuola dovrà segnalare i ragazzi alla Asl di competenza, indicando i luoghi dove chi è risultato positivo si è trovato e quali compagni ha frequentato.  Durante il summit sulla scuola è stato fatto il punto della situazione: banchi consegnati e da consegnare, numero delle aule rapportate a quello degli studenti, aggiornamento dei modelli d’acquisto per comprare ciò che serve agli istituti scolastici nel più breve tempo possibile. E sono state analizzate le sperimentazioni in corso nel trasporto pubblico locale.

L’obiettivo, vista la scarsità dei mezzi pubblici, è «aumentarne il riempimento». Traduzione: il numero dei passeggeri. Oggi su questo tema è previsto un vertice con Regioni e Comuni. Ma il Comitato tecnico scientifico (Cts), in un incontro con i rappresentanti locali, ha ribadito che devono restare fermi gli attuali criteri di distanziamento all’interno dei mezzi di trasporto, chiarendo che non concederà alcuna deroga alla distanza di un metro. Due le soluzioni tecniche esaminate: l’utilizzo di separatori e la differenziazione degli orari scolastici. Informato dello stop, Conte non ha fatto obiezioni di merito.

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