
Linee guida, la bozza definitiva: DaD solo in casi eccezionali e metro distanza misurato “bocca a bocca”.
Si è lavorato senza interruzioni, per due giorni, per arrivare a una soluzione che sciogliesse i nodi contestati dalle Regioni, dai sindacati e dai dirigenti scolastici. Il governo ha, inoltre, teso una mano importante stanziando un miliardo in più per la Scuola. Fondi che serviranno per aumentare il personale, seppur con contratti a tempo determinato. Il Ministro ha chiesto più risorse per il personale. Le novità contenute nella nuova bozza che presentata in Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione riguardano, essenzialmente, la Dad e le distanze in aula.
Il Comitato Tecnico Scientifico ha elaborato un nuovo documento nel quale vengono modificate e specificate alcune questioni riguardanti la sicurezza sanitaria. Si tratta di un documento che sarà aggiornato gradualmente al variare delle condizioni epidemiche e al quale le linee guida rimandano per la questione sanitaria. L’ultima versione elaborata dagli scienziati vuole che la distanza tra gli studenti sia di un metro, mentre dalla cattedra la distanza sale a due. Una novità vuole che la distanza venga calcolata da bocca a bocca, metro in mano; criterio che i dirigenti dovranno utilizzare per la sistemazione degli studenti negli spazi scolastici.
Tra le contestazioni avanzate alla bozza contenente le linee guida per il rientro a settembre, il ruolo della didattica a distanza. Nella nuova bozza viene chiarito che la DAD potrà essere utilizzata solo “in via complementare” alla didattica in presenza che, nella vecchia bozza in condizioni di contagi sotto controllo, era citata come possibile alle superiori. Nella vecchia bozza è, inoltre, specificato che potrà essere utilizzata in caso di peggioramento delle condizioni sanitarie.
Novità è l’istituzione di un “cruscotto informativo che sarà reso disponibile alla consultazione” in grado anche di segnalare, rispetto all’edilizia scolastica, le criticità ossia “i casi in cui gli spazi delle aule didattiche espresse in metri quadrati non siano sufficienti ad accogliere tutti gli studenti iscritti”.
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