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Scuola, i fondi non bastano: solo 7 docenti in più per ogni istituto. Mancano all’appello 200.000 prof

Scuola, i fondi non bastano: solo 7 docenti in più per ogni istituto. Mancano all’appello 200.000 prof.

Il bando sarà pronto mercoledì e da lì comincerà la corsa contro il tempo, l’ennesima di questa estate difficile. Il commissario Domenico Arcuri si dice sereno di farcela, i sindacati un po’ meno. I docenti guardano sconsolati e si domandano da dove arrivino i soldi. L’acquisto di tre milioni di banchi monoposto è solo l’ennesimo pezzo di un puzzle infernale rappresentato dalla riapertura di settembre. La ministra Azzolina ostenta sicurezza: tutti in classe il 14 settembre, ma guardando i numeri (quelli non tradiscono mai) farebbe bene a preoccuparsi. Almeno un po’. Con poco meno di due miliardi e mezzo ( di sicuro c’è solo un miliardo e quattrocento milioni stanziato nel decreto rilancio) si dovrebbero, infatti, assumere da settembre a giugno 80.000 tra docenti e Ata. Oltre a rimettere in ordine le scuole per la ripartenza e dotarle per tutto l’anno di dispositivi di sicurezza. Nel calcolo dovrebbero rientrare anche il costo di gestione dei nuovi spazi che si andrebbero a individuare per ampliare le disponibilità dove gli istituti non fossero sufficienti.

Torniamo, quindi, alla matematica. Partiamo dagli organici: con i soldi stanziati finora  si potrebbero assumere da settembre a giugno poco più di 56 mila supplenti e 16 mila Ata, che suddivisi fra 8 mila scuole corrispondono a 7 insegnanti e 2 fra assistenti/bidelli in più a istituto. I primi basterebbero a garantire al massimo 30 ore settimanali in più per 5 gruppi scolastici aggiuntivi alle elementari e 4 alle medie e alle superiori. I secondi non riuscirebbero ad assicurare nemmeno le pulizie.

Passiamo ai banchi che, secondo alcune indagini di mercato costerebbero tra i 300 e i 400 euro cadauno. Valutando un prezzo stracciato di 250 euro che si potrebbe strappare con le enormi quantità (che probabilmente renderanno impossibile la consegna entro settembre), si raggiunge facilmente la cifra di 750 milioni di euro. A questa occorre aggiungere quella per la spesa delle mascherine il cui costo è di altri 800 milioni. Senza contare costi di igienizzanti e altri dispositivi di sicurezza. Messo i conto che secondo i calcoli ministeriali occorrerebbero almeno 500 milioni per sistemare gli edifici scolastici non resta che tirare le somme. Il totale supera i tre miliardi e mezzo di euro.

Quindi, riepilogando: i conti non tornano (mancano all’appello uno o due miliardi di euro dipende dalle risorse allocate) e soprattutto non bastano le risorse umane previste. Insomma la sensazione è che si navighi a vista, sperando che accada qualcosa che cambi la rotta e porti la nave in un porto sicuro. Nelle more non resta che allenarsi con la didattica a distanza.

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