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Decreto inclusione, operativo dal 2021. Come il Pei cambierà la didattica del sostegno

Decreto inclusione, operativo dal 2021. Come i Pei cambieranno la didattica del sostegno

Il decreto inclusione, in vigore dal 12 settembre 2019, prevede molte novità. Novità che non sono tutte operative, visto che mancano ancora alcuni decreti attuativi per la sua piena attuazione. Un particolare non da poco per la corretta attività. Soprattutto per evitare una disparità dei servizi sul territorio nazionale. D’altronde il piano dovrà essere presentato entro il 30 novembre di ogni anno. Quindi per poter vederlo pienamente operativo occorrerà attendere il 2021.

Al centro della riforma c’è il Pei il piano didattico individualizzato. Questo pone un cambiamento totale nell’approccio alla didattica. Infatti le metodologie di studio e i programmi per gli alunni disabili non dovranno più essere definiti in modo “standard”.  Quindi si dovrà procedere con un Piano didattico ad hoc, costruito su misura dell’alunno. Con la riforma cambia, anche,  la composizione delle commissioni mediche. Oltre al medico legale, dovranno essere presenti un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria infantile e un medico specializzato nella patologia dell’alunno.

Il documento che serve per la predisposizione del Piano educativo individualizzato (Pei) è il profilo di funzionamento. Il Profilo deve essere redatto da specialisti del Sistema sanitario nazionale, con la collaborazione delle famiglie. In questo processo potrebbe partecipare il dirigente scolastico o un insegnante specializzato di sostegno. Il documento finito viene poi trasmesso dalla famiglia alla scuola e all’Ente locale competente che predispongono, rispettivamente, il Pei (in ambito scolastico) e il Progetto individuale (per la dimensione legata ai servizi territoriali).

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