Classi Pollaio, la ricetta della Azzolina: Utilizzeremo il Recovery Fund, ma per settembre non ce la facciamo

Classi Pollaio, la ricetta della Azzolina: Utilizzeremo il Recovery Fund, ma per settembre non ce la facciamo.
Senza ancora una data certa per l’inizio delle lezioni e con molti dubbi sulle misure di sicurezza, la ministra dell’Istruzione torna a parlare di classi pollaio. Questa volta Lucia Azzolina spiega anche come intende risolvere il problema :“Per ridurre il numero di alunni nelle classi servono fondi e tempo: per farlo utilizzeremo il Recovery fund”.
La ministra, intervenendo al tour online “RipartelItalia”ha poi annunciato di aver creato al Miur un fondo contro la dispersione scolastica. Per Azzolina è la risposta alle varie richieste di aiuto da parte delle regioni del Sud. La stessa attenzione verrà posta sulle classi pollaio, dove si raggiungono punte di anche 34 alunni. Utilizzando una parte dei 170 miliardi del Recovery fund si spera, così, di attuare quel disegno di legge che il M5S ha, in passato, presentato alla Camera che farebbe calare il numero di alunni per classe ad un massimo di 22 alunni. Naturalmente il Recovery non sarà utilizzabile nel 2020, quindi la proposta varrà dal prossimo anno.
La Azzolina ha poi chiarito anche la sua posizione sulla didattica a distanza: un metodo nuovo che in futuro potrà essere usato nuovamente, nonostante in molti puntino la DAD come un punto divisorio e creatore di disparità sociali durante quest’ultimo periodo.
Dopo le dichiarazioni della Ministra le Regioni si sono accorte però che con la situazione attuale, nella quale le indicazioni sono poche e confuse, o addirittura conflittuali, il tempo non è a favore. Per tale motivo le Regioni necessitano di rassicurazioni sugli spazi visto lo sdoppiamento delle classi più numerose e un numero maggiore di personale scolastico che a settembre perderà quasi 40 mila unità tra docenti e personale Ata causa pensionamento, per questi motivi le Regioni avrebbero fatto slittare la pubblicazione delle Linee Guida di una settimana.
“Le Regioni, come è noto hanno presentato già alcune prime proposte che saranno ulteriormente valutate, anche alla luce delle indicazioni che proverranno dal mondo scientifico, e su cui è già in corso un confronto proficuo con il ministero”. Lo ha ribadito Cristina Grieco, coordinatrice della Commissione istruzione formazione e lavoro della Conferenza delle Regioni, la quale ha poi annunciato che nella riunione straordinaria del 25 giugno, programmata dal ministro Francesco Boccia, bisognerà definire la “riorganizzazione delle attività e la formazione delle classi in tempo utile”.
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