Opinioni

Esami al Cpia, un bagno di umanità in un mondo rabbioso

Esami al Cpia, un bagno di umanità in un mondo rabbioso

Di Maurizio Parodi

È da quando dirigo il Centro per l’istruzione degli adulti (CPIA), Levante Tigullio (Genova), che penso a come sarebbe “istruttivo”, edificante per chiunque nutra sentimenti di ostilità nei confronti dei migranti, assistere agli “esami di licenza media” nei quali siamo impegnati anche in questi giorni.

Mi piacerebbe invitare razzisti, xenofobi, sovranisti ai colloqui, quest’anno a distanza, dedicati alla presentazione degli elaborati dei nostri studenti, per la gran parte adulti, immigrati, extracomunitari.

Sorprendono la serietà, la diligenza, l’assiduità che dimostrano, nonostante i problemi economici, logistici, organizzativi con i quali si confrontano quotidianamente: il lavoro, gli impegni familiari, tanto più gravosi per le donne, anche mamme, il danaro (molti ragazzi hanno rischiato di “perdere l’anno” perché non potevano pagare il biglietto dell’autobus, altri sono costretti a compiere lunghissimi trasferimenti a piedi…).

Quel che più emoziona è il senso di profonda gratitudine che manifestano nei confronti della scuola, dei docenti, la cui dedizione, pazienza, e sollecitudine non mancano mai di rimarcare, spesso con intensa emozione, senza poter trattenere le lacrime, per aver migliorato la conoscenza della lingua, per aver imparato “tante cose”, per aver conosciuto nuovi amici, per essere stati accolti con gentilezza e simpatia: “è stato un anno bellissimo, speciale”, frase straordinariamente consueta che difficilmente potrebbe essere pronunciata da studenti di una scuola “normale” con riferimento allo studio più o meno inutile, tedioso e ammorbante al quale troppo spesso sono costretti.

Non avrei mai pensato di potermi commuovere durante una sessione d’esame, impegno sovente sgradito, asettico, stressante, eppure è quel che accade ogni volta a tutti i componenti delle nostre “Commissioni”: provare per credere …ed eventualmente ricredersi.

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