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Titoli, certificazioni e GPS: il sistema emerso a Report che penalizza i docenti abilitati

Dopo la trasmissione del 25 gennaio, sindacati sorpresi da un meccanismo che molti insegnanti denunciano da anni

di Francesca Gabriele

Dire che durante la trasmissione Report i più scioccati siano stati i sindacati è persino riduttivo. Non se lo aspettavano. Quel sistema, a loro dire, non lo conoscevano. Eppure, per molti docenti, ciò che è emerso non rappresenta una scoperta, ma la conferma di una realtà denunciata da anni.

Titoli, master e certificazioni che attribuiscono punteggio, lauree facili, percorsi abilitanti conseguiti in serie: un meccanismo che oggi viene raccontato come nuovo, ma che nel mondo della scuola è noto da tempo.

Titoli acquistati all’estero e ingresso in aula

In alcune province, come quella di Reggio Calabria, basterebbe un’indagine approfondita per accorgersi di una situazione ormai diffusa. Avvocati, architetti, commercialisti che hanno acquistato il titolo di sostegno all’estero, tramite agenzie italiane, spendendo circa settemila euro, oggi siedono nelle aule scolastiche.

Li si riconosce facilmente, raccontano i docenti: durante le lezioni appaiono annoiati, intervengono saltuariamente, spesso correggendo – e sbagliando – il docente curricolare, per poi tornare a osservare distrattamente la classe.

Bocciati ai concorsi, ma in cattedra

Molti di questi insegnanti sono laureati in giurisprudenza che hanno prima acquistato il titolo di sostegno in Romania, poi una laurea, e infine si sono abilitati da casa grazie all’ex articolo 13 su materia. Bocciati sonoramente al concorso, oggi sono in aula.
Nel frattempo, gli idonei al concorso e i docenti abilitati tramite corsi selettivi restano a casa.

Il paradosso non finisce qui. Le stesse persone, denunciano da tempo molti insegnanti, vendono titoli e corsi ai colleghi, indicando con disinvoltura il “percorso” da seguire per accumulare punteggio.

Una verità che diventa tale solo in TV

Oggi tutto questo sembra diventare reale solo perché raccontato da una trasmissione televisiva di riferimento. Eppure, come sottolineano i docenti, è stato scritto e denunciato più volte. Senza reazioni.
Se a sollevare il problema fosse stato qualcuno di un’area politica diversa, probabilmente – si osserva – sarebbe scoppiato il finimondo.

Stipendi e precari: una narrazione distorta

Durante Report è stato mostrato anche uno screenshot dello stipendio di un docente precario con 18 ore di supplenza, un orario completo. Una retribuzione che, secondo molti insegnanti, è più che sufficiente per lavorare anche a Milano, affittare un monolocale e vivere senza ricorrere a sussidi statali.

Quando le ore sono inferiori, basterebbe – viene osservato – affiancare un secondo lavoro, con contratti flessibili e pensati su misura.

Il business delle certificazioni

Il vero scandalo, per molti docenti, resta però il business delle certificazioni. Nel programma qualcuno ha dichiarato apertamente di aver comprato certificazioni senza seguire i corsi. Denunciare alle autorità chi vende titoli e percorsi mai frequentati sarebbe stato il passo successivo, ma nessuno si è scandalizzato davvero.

Chi paga e studia resta fuori

Esistono però, fortunatamente, migliaia di docenti abilitati che tutto se lo stanno conquistando sul campo. Insegnanti che hanno seguito e pagato corsi seri, master, certificazioni, formazione sull’uso della LIM e sull’innovazione didattica, investendo migliaia di euro.

Queste persone sono abilitate, idonee, preparate. Eppure da due anni sono a casa, vittime di un sistema contorto che premia scorciatoie e penalizza il merito.

I sindacati e le “scoperte” tardive

Un sistema del quale, guarda caso, i sindacati dichiarano di essere venuti a conoscenza solo grazie a Report. Così come – si fa notare – non sembrano ancora aver scoperto l’esistenza del nuovo master per insegnare la lingua straniera agli alunni, che attribuisce tre punti nelle GPS, non nella singola classe di concorso.

Costo del master: 1.500 euro.
Probabilmente, anche di questo, si parlerà in una prossima puntata di Report.

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