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A settembre didattica alternata, ma per adeguare le scuole occorreranno due anni

A settembre didattica alternata, ma per adeguare le scuole occorreranno due anni

La scuola a settembre in ogni caso non potrà fare a meno della didattica a distanza. Che si tratta di lezioni alternate o totalmente online (ipotesi scartata dal premier Conte, ma necessaria in caso di ripartenza dell’epidemia). Ma i problemi da risolvere da qui a settembre sono tanti.  Abbiamo tante scuole senza internet o con una connessione scadente, con pochi computer. Molti docenti, inizialmente impreparati stanno scontando le difficoltà della gestione a distanza. Spesso non sanno a chi chiedere supporto.  E’ necessario, quindi, un vero e proprio restyling.

Sono in  arrivo fondi ad hoc per le reti internet degli istituti e per l’acquisto di reti e dispositivi per le famiglie: si tratta di 400milioni di euro che potranno essere spesi per coprire i costi strutturali per portare la banda ultralarga nelle scuole e per coprire i costi di connettività per 5 anni. Ma il progetto verrà realizzato nell’arco di due anni, quindi ci sarà ancora da aspettare. Il finanziamento è stato approvato come Piano Scuola del Comitato nazionale per la Banda Ultralarga: l’obiettivo è garantire rapidamente una connessione veloce all’81,4% dei plessi scolastici, dalle elementari alle scuole superiori, per un totale di 32.213 edifici.

Ma per aiutare davvero gli studenti non basta velocizzare la rete dei singoli istituti: sono previsti anche voucher destinati per le famiglie. Saranno di due tipi: il voucher per un massimo da 200 euro per connessioni veloci e quello con contributo massimo da 500 euro, per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc, rivolto alle famiglie maggiormente in difficoltà con un Isee al di sotto dei 20mila euro. Resta fuori dai finanziamenti un quinto delle scuole ma per arrivare alla copertura totale potranno intervenire le Regioni con fondi aggiuntivi.
«L’approvazione del Piano rappresenta un’importante accelerazione ha sottolineato la ministra all’istruzione Lucia Azzolina per recuperare velocemente i ritardi che si sono accumulati nel corso degli anni. Vogliamo digitalizzare la scuola e farlo in fretta». L’obiettivo è non farsi trovare impreparati per settembre.

Stanno partendo 2mila cantieri nelle scuole per la messa in sicurezza e l’Unione delle Province, che hanno competenza sulla manutenzione degli istituti superiori, ha chiesto lo sblocco di 855 milioni di euro in 5 anni con procedure accelerate e la definizione di un protocollo con le indicazioni per la riapertura in sicurezza a settembre delle 7400 scuole superiori. In vista della ripresa, ieri si è riunito il tavolo permanente di lavoro con le Regioni e gli enti locali per decidere come riaprire le scuole e come aiutare le famiglie e quei genitori che, in questa fase 2, stanno tornando a lavorare tra mille difficoltà: non ultima quella di capire a chi lasciare i figli.

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