Graduatorie provinciali, sistema in tilt! In crisi anche la piattaforma concorsi. Gilda: occorre una proroga

Graduatorie provinciali, sistema in tilt! In blocco anche la piattaforma concorsi. Gilda: occorre una proroga.
Un enorme ingorgo telematico. L’avvio delle nuove graduatorie provinciali per le supplenze è a dir poco disastroso. Si sono registrati nella prima settimana di procedure blocchi al sistema, almeno tre giorni su sette. Attese di ore i attesa di un collegamento. La funzione “memoria” che raccontano i precari “non archivia le generalità, i titoli, le specializzazioni: ti chiede di andare avanti e, capita spesso, improvvisamente cancella quello che precedentemente avevi scritto”. Così un milione di supplenti tenta di inserirsi nel sistema digitale vanto della ministra Azzolina.
Anche la piattaforma del ministero dell’istruzione che gestisce concorsi e procedure selettive è in costante blocco. Il Ministero dopo le prime contestazioni è intervenuto giovedì scorso, rassicurante: “Oltre centomila domande sono state inserite nelle prime ventiquattr’ore, quindicimila sono state già chiuse e inviate. La procedura, da quest’anno interamente digitalizzata, garantirà un migliore avvio dell’anno scolastico”. A fronte delle segnalazioni degli intoppi in corso, il ministero informava: “I problemi di accesso da parte degli utenti sono stati immediatamente risolti”. Ancora: “La piattaforma per l’inserimento delle domande sta funzionando regolarmente e c’è comunque un costante monitoraggio per la risoluzione di eventuali problemi tecnici”. Infine, “con riferimento alle polemiche su un possibile mancato collaudo del sistema, si precisa che il sistema è stato, ovviamente, collaudato prima dell’avvio della procedura”.
Ma le rassicurazioni non bastano di fronte alla montagna di problemi che i precari devono affrontare. Spesso senza successo. Un caos senza via di uscita, con i sindacati che chiedono una proroga sui tempi di consegna. Nella speranza che non si riproponga ciò quanto accaduto di recente con centinaia di docenti di ruolo trasferiti da una parte all’altra del Paese senza una ragione apparente.
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