
Choc alle elementari, genitori denunciano: nostro figlio autistico picchiato dalla maestra
Un cambiamento improvviso: nell’umore, nei comportamenti. Per P. bambino autistico di Ercolano una metamorfosi: la scuola che tanto lo rendeva felice era di colpo diventata un luogo ostile.
Poi i racconti di altri genitori: una maestra lo avrebbe fatto oggetto di maltrattamenti. Non una maestra normale, quella a cui lui era più affezionato. Così i genitori di P. hanno depositato denuncia in Procura. Esposto contro la maestra, accusata di violenza privata nei confronti del piccolo. Ma anche contro la preside e altre due insegnanti (tecnicamente «di sostegno») ritenute responsabili di omissioni, per aver mantenuto «un comportamento omertoso» in favore della loro collega.
I fatti sarebbero avvenuti in una scuola elementare di Ercolano, in provincia di Napoli. A rivolgersi alla Procura di Torre Annunziata, sono i genitori di un alunno che frequenta il secondo anno di scuola elementare.
ha disturbi dello spettro autistico, anche se risulta mediamente capace di comprendere quanto gli succede attorno, riesce anche ad avere interazioni con gli altri alunni. A scuola le cose sembravano andare per il verso giusto: tanto da coinvolgerlo in una serie di moduli didattici.
Poi, qualche giorno prima di Natale – a leggere la denuncia – arrivano i problemi per la famiglia del bambino. Viene meno la maestra di sostegno, che va in maternità, mentre il bambino comincia a manifestare a casa segni di nervosismo ogni volta che si parla di scuola o di lavoro in classe.
Alla vigilia delle feste natalizie i genitori del bambino vengono avvicinati da altri genitori di alunni, che si dicono allibiti per quanto avvenuto in classe. Il bambino sarebbe stato secondo i genitori “ripetutamente offeso, minacciato, picchiato e preso a calci dall’insegnante di matematica…”,
A supporto anche le testimonianze di altri genitori che avrebbero riportato come i loro figli sarebbero stati allontanati ogni volta che portavano conforto al compagno in difficoltà. Vicenda che, naturalmente, vista al gravità della denuncia è da verificare. A partire dalla convocazione della preside, dello staff della scuola che si occupa di sostegno delle fasce deboli e della stessa docente di matematica.
Scrive ancora la querelante: “Una delle insegnanti, mi consigliò di non denunciare, perché anche loro – mi disse – avrebbero potuto mandare gli ispettori per quanto il bimbo raccontava a proposito delle dinamiche familiari. Una strana frase, che sa di minaccia, che mi ha spinto a rompere gli indugi”.
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