Macché riapertura a settembre! I presidi: “Impossibile, mancano spazi e prof”

Macché riapertura a settembre! L’unica cosa certa, per ora, è che prima di settembre non si tornerà a scuola, ma non è certamente sicuro. Cosa succederà all’inizio del nuovo anno scolastico è ancora un’incognita ma i presidi sono già alle prese con conti e numeri. Dove trovare gli spazi per garantire anche in classe la distanza di un metro, come riorganizzare la didattica e il super lavoro dei docenti che potrebbero trovarsi a dover proseguire sia con le lezioni on line che in presenza. “Saremo al centro del ciclone — racconta Giovanni Poggio, preside all’istituto Vittorio Emanuele Ruffini — Come possiamo garantire la distanza di sicurezza con 900 alunni in questo palazzo del 1580?”.
La soluzione impossibile
Nelle quaranta aule dell’istituto, se si rispettasse la distanza minima di un metro tra un banco e l’altro, non ci starebbero più di 15 allievi. “L’unica soluzione sarebbe far venire gli studenti a scuola a giorni alterni e proseguire con la didattica a distanza a casa per completare l’orario — continua il preside- Qui abbiamo anche i corsi serali con altri 400 iscritti, non possiamo neppure pensare di proseguire al pomeriggio con i corsi diurni”. Macchè riapertura così come al liceo classico D’Oria dove spazi alternativi alle classi sarebbero disponibili solo in aula magna e in palestra. “ Che andrebbero bene per ospitare 3- 4 classi al massimo qui abbiamo 960 studenti — spiega la preside Maria Aurelia Viotti — Per tutti gli altri come potremmo fare?”.
I problemi
Soluzione, quella del doppio turno a scuola che non convince molti. “Pensate ai 250 ragazzi del liceo sportivo — spiega Giancarlo Spaccini, preside del liceo King — Il loro orario è strutturato proprio per allenarsi al pomeriggio. A cui si aggiunge la difficoltà che in aule di 55 metri quadrati dove oggi ci sono anche 28 studenti con la distanza di sicurezza si arriverebbe solo a 12” . Problemi del futuro prossimo a cui si aggiungono anche quelli quotidiani, macché riapertura! “Per poter andare avanti abbiamo bisogno che almeno il personale tecnico amministrativo rientri a scuola al più presto — continua Spaccini — Ci sono pratiche da mandare avanti per cui esistono solo documenti cartacei. Bisognerebbe iniziare a pensar anche a un database on line”.
Prof nel caos
E un altro punto critico della ripresa delle lezioni sarà il lavoro dei docenti. Ora che quasi tutti si sono convertiti alla didattica a distanza tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe anche quella di mantenere una parte di lezioni in presenza e continuare comunque con i corsi on line. “Se fatta bene la didattica a distanza è molto impegnativa, di fatto un secondo lavoro — continua Alessandro Cavanna, preside al liceo Pertini — Situazione che al momento non è neppure prevista dal contratto nazionale. I docenti si sono convertiti all’online considerando l’emergenza ma poi dovrà essere in qualche modo regolamentata”. E anche al Pertini si fanno già i conti con gli spazi che mancano. A settembre gli studenti passeranno da 1270 a 1300 nelle tre sedi tra Nervi, Albaro e Castelletto. “Avevamo già problemi a trovare lo spazio per una nuova classe, figurarsi con queste nuove restrizioni legate al Coronavirus”. Macché riapertura. Almeno per le scuole se non si troverà una cura adeguata o un vaccino al coronavirus sarà complesso ipotizzare rientri in classe.
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