Apertura

De Cristofaro: “Concorsi impossibili, ma servono docenti”

“Non si possono fare nuovi concorsi”, lo spiega chiaramente il sottosegretario al Miur, Peppe De Cristofaro.. Il faldone «Concorsi» troneggia sul tavolo del ministero dell’Istruzione a viale Trastevere. Ma al momento è ancora chiuso. Di questa incandescente materia, che riguarda decine di migliaia di persone, non si fa cenno nel Decreto scuola presentato lunedì scorso dalla ministra Lucia Azzolina e firmato ieri sera dal presidente Mattarella. Per la verità la ministra aveva inserito nel testo un riferimento alla facoltà del Miur di bandire concorsi. Ma un pressing Pd-Leu l’ha convinta a traslocare il ragionamento all’art.87 del decreto Cura Italia, fra le voci che riguardano il reclutamento del personale nella pubblica amministrazione nell’era dell’emergenza.

Le posizioni

Lo scambio di punti di vista, molto diversi, fra l’ala 5s del governo – che non si rassegna a non fare i concorsi stabiliti all’epoca del ministro Fioramonti – e quella Pd-Leu – con inclinazioni più concrete che ideologiche – si è consumato lunedì mattina a Palazzo Chigi. Ma forse è solo un assaggio del confronto che potrebbe aprirsi fra qualche settimana. Basta chiedere un parere al sottosegretario Peppe De Cristofaro, come ha fatto oggi Il Manifesto: «La situazione – spiega De Cristofaro – è inedita, dobbiamo fare un bagno di realismo: non siamo nella condizione di far svolgere i concorsi per assumere gli insegnanti. Ed è meglio non bandire concorsi che poi non si faranno. Dobbiamo immaginare da subito altre strade per immettere nella scuola nuovi docenti sin dal primo settembre».

Nuovi docenti

«L’anno scolastico 20-21 – fa notare il sottosegretario De Cristofaro –  sarà persino più delicato di questo che si sta per chiudere. I docenti dovranno farsi carico di quello che ha funzionato solo in parte nella didattica online». Quindi, ricapitolando: «Dobbiamo individuare una procedura per stabilizzare le migliaia di precari che sarebbero stati assunti con il concorso straordinario. Penso ai titoli, alle abilitazioni. Ma diciamoci subito che non siamo nelle condizioni in fare in altro modo». Per De Cristofaro sui temi della scuola va convocato un confronto di maggioranza. C’è anche un’altra questione spinosa. Ieri da un sito specializzato la ministra ha spiegato che «le graduatorie non possono essere aggiornate». Perché la procedura non è interamente online e servirebbe «richiamare centinaia di migliaia di persone dentro le scuole». Anche su questo De Cristofaro non è convinto: «Non sottovaluto i problemi tecnici. Ma non si può dire a chi ha lavora, spiace, ne riparliamo l’anno prossimo».

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