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Dpcm Scuola, l’Ira dei sindacati: “Azzolina poco corretta”

Dpcm Scuola, l’Ira dei sindacati: “Azzolina scorretta e incoerente”

Ogni giorno che passa il rapporto tra Lucia Azzolina e i sindacati si deteriora un po’ di più. Dopo la lettura delle bozze del prossimo dpcm riguardante la scuola, i ferri sono veramente corti. I commenti sono ormai incontenibili, ma per i sindacalisti la Azzolina è ormai il simbolo della scorrettezza e dell’incoerenza. Insomma non è andata giù a nessuno leggere su di un sito l’anteprima di decisioni che sconvolgeranno totalmente la fine dell’anno scolastico. Soprattutto molte di esse sono in totale contrasto con quanto dichiarato pubblicamente dalla Ministra. basti pensare a quanto affermato tre giorni fa “No al sei politico”. Come chiamare allora la valutazione di fine anno che prevede l’ammissione per tutti gli studenti agli esami di stato e al tutti promossi per gli altri?

“Questo non è il momento delle polemiche, ma dev’essere per tutti, e anche per la ministra, il tempo della correttezza e della coerenza” commenta Maddalena Gissi, segretaria della Cisl Scuola.

Correttezza che sarebbe venuta a mancare, secondo Rino Di Meglio della Gilda, in più occasioni.  “Il giorno 23 marzo, verso le ore 21 – scrive il sindacalista – senza nessuna consultazione preventiva dei Sindacati scuola, sul sito del Ministero dell’Istruzione viene pubblicata, e subito dopo segnalata ai giornalisti con un’e-mail inviata dall’Ufficio stampa l’Ordinanza sulla mobilità. Anzi, viene inviata in posta elettronica ai sindacati alle ore 14.30 del giorno successivo, quando tutti gli organi di informazione l’aveva ampiamente diffusa. Uno sfregio ed una scorrettezza senza precedenti nella storia della scuola, di cui è veramente difficile comprendere il motivo”.

Il leader della Gilda, passa quindi al “1° aprile, alle ore 9”, quando “il Ministro incontra in videoconferenza i Segretari dei sindacati rappresentativi, bacchettandoli e lamentando di essere stata attaccata, rovesciando in pratica la frittata. Nel merito, non fornisce risposta alle richieste di informazioni dei sindacati riguardo la conclusione dell’anno scolastico. Rinvia a tavoli tecnici, comunicando che il calendario sarebbe stato inviato alle ore 13 dello stesso giorno. Ma era il 1° aprile, infatti il calendario non si è visto. Lo stesso 1° aprile Il Sole 24 Ore pubblica nel suo sito particolareggiate indiscrezioni sulla bozza di decreto che si sta predisponendo. Il giorno successivo, 2 aprile”, spunta sul web “la prima bozza del decreto. Ne seguirà un’altra”, ma una versione di quelle bozze “non viene” mai inviata “ai sindacati che rappresentano un milione di lavoratrici e lavoratori del mondo della scuola”.

Dello stesso tono anche le dichiarazioni di Pino Turi, segretario generale della Uil scuola. “ E’ singolare che ciò avvenga dopo una video conferenza con la responsabile del dicastero di Viale Trastevere, alla presenza del Viceministro e del Sottosegretario di Stato, durante la quale nulla sia stato detto alle organizzazioni sindacali che lei stessa aveva convocato”.

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