
50mila assunzioni, ma due concorsi fermi perché non ci sono i tempi utili per organizzare i bandi in tempo per il nuovo anno scolastico. Annunciati già da due ministri diversi, toccherà adesso alla nuova titolare dell’Istruzione, Lucia Azzolina, affrontare il dossier dei concorsi bloccati. La procedura prevede un concorso straordinario e uno ordinario per un totale di circa 50mila posti.
IL RITARDO
Le procedure sono in netto ritardo rispetto alle esigenze di organico nel comparto scuola. I concorsi dovrebbero stabilizzare 24mila precari con più di tre anni di servizio e portare in cattedra altri 24mila nuovi docenti: 50mila assunzioni. I bandi dovevano essere già pronti a fine anno ma il decreto omnibus sulla scuola, approvato in ottobre, è stato convertito in legge soltanto a dicembre.
LA BEFFA
Nell’accordo tra i sindacati e il ministero per le 50mila assunzioni era stato scritto che i bandi sarebbero stati pronti già ai primi di febbraio, ma le previsioni sono tendenti al pessimismo. Le procedure richiedono infatti almeno 6 mesi per il concorso straordinario che consta di una sola prova. Per quello ordinario ci vogliono almeno due anni e le assunzioni immaginate per settembre, vale a dire dal principio del nuovo anno scolastico, appaiono impossibili. Stessa identica situazione tanto per le scuole superiori che per quelle dell’infanzia.
LE CONSEGUENZE
Cosa accadrà? Accadrà che ducentocinquantamila supplenti saranno in cattedra a partire da settembre. Già oggi le classi che ricorrono all’utilizzo dei supplenti sono circa 180mila, da settembre – quando nuovi docenti andranno in pensione – la situazione non potrà che degenerare ulteriormente. I sindacati sono sul piede di guerra e non è un caso che uno sciopero generale è stato già proclamato. Una soluzione sembra non esserci. Il ritardo accumulato è ormai quasi irrecuperabile, servirebbe un miracolo, ma per quelli non pare siano attrezzati al Miur neppure i nuovi titolari del ministero. 50mila assunzioni ferme, per i bandi bisognerà pregare.
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