Scuola& Coronavirus: nelle Marche a ottobre contagi quadruplicati tra i giovani
In autunno l’incidenza nella fascia d’età tra 14 e 18 anni era passata in dodici giorni da 91,1 a 347 su 100mila.

Marco Pompili, epidemiologo della Regione Marche, ha fatto un’analisi sull’emergenza Coronavirus nella
regione per il giornale “Il Resto del Carlino: “come sono messe le Marche. In questo momento nella regione
Marche registriamo un andamento in flessione nella comparazione con l’ultima settimana e in linea con l’ultima
settimana di dicembre. Veniamo ai numeri: chiudiamo la settimana con una media di 476 casi al giorno, un delta
rispetto alla scorsa settimana di -80 casi di media al giorno e a livello diagnostico sono state testate 38.455 persone
(toccando il massimo sviluppo diagnostico dall’inizio della pandemia). Livello della curva epidemica: si è registrata
una crescita dell’incidenza iniziata l’ultima settimana di dicembre (una terza fase della crescita pandemica) con
un’incidenza settimanale complessiva di 3.277 casi positivi e continuata nella settimana successiva (prima parte di
gennaio) toccando il picco della terza fase con 3.841 casi positivi diagnosticati. In questa settimana si è registrata
una regressione della curva epidemica, registrando per la prima volta in questa terza fase pandemica una riduzione
dei casi positivi nella comparazione con la settimana dal 4 al 10 gennaio”.
Quali sono le province più a rischio. “In questo momento i territori che registrano un’incidenza maggiore nella
valutazione sull’ultima settimana risultano essere: la provincia di Pesaro-Urbino ha registrato un tasso di incidenza
di 221,88 su 100.000 (quindi risultano positivi 221 persone ogni 100.000 residenti), la provincia di Fermo con 205
casi positivi su 100.000 abitanti e la provincia di Ancona con 192,96 su 100.000. A livello diagnostico va sottolineato
che queste aree territoriali hanno un diverso rapporto positivi/testati e la provincia di Pesaro-Urbino, nella
comparazione con gli atri territori, risulta avere una probabilità maggiore di trovare un caso positivo (nell’ultima
settimana ha un rapporto positivi/testati del 26,25%)”.
I nuovi parametri ministeriali. “Nella costruzione del set di indicatori si inserisce la valutazione del rischio per la
classificazione delle regioni. Facciamo un esempio, con un Rt sotto 1 e con un rischio alto si hanno le condizioni per
entrare zona arancione. Come viene valutato il rischio alto: gli indicatori ministeriali che valutano la condizione di
rischio di un determinato territorio sono costruiti per leggere il rischio attraverso la variazione degli indicatori nelle
settimane. Prendendo i principali parametri, nella regione Marche nella settimana dal 4 al 10 si è registrato un
incremento dell’incidenza complessiva, della percentuale dei posti letto in area intensiva, della percentuale dei posti
letto in area medica. Questa variazione (in incremento) ha determinato una valutazione del rischio alta. Un
appunto mi sembra necessario sulla valutazione dell’incidenza, in una pandemia non è sufficiente valutare solo
l’incremento dei casi, esempio nelle Marche nella settimana dal 4 al 10 si è registrato un incremento di circa 500
casi complessivi (rispetto alla settimana dal 28 al 3) ma con un incremento di circa settemila tamponi diagnostici e
quindi con una riduzione del rapporto positivi/testati”.




