
“Si tagliuzzava le braccia. Le dicevano: suicidati”. Prof racconta il bullismo
Una storia di ordinario bullismo. Una storia feroce, come ce ne sono , purtroppo, tante. A raccontarla una docente. Una insegnante che per tre lunghi anni ha cercato di aiutare una ragazzina a venirne fuori.
“Si tagliuzzava braccia e gambe nel bagno con qualsiasi oggetto”. Così spiega la prof dell’istituto De Sanctis di Sant’Angelo dei Lombardi in provincia di Avellino. Una ragazzina vittima di bullismo che, ad un certo punto, non ce l’ha fatta più a subire. “E’ stata mia alunna per tre anni”, ricorda l’insegnante. “Era una ragazza molto taciturna e si vergognava di tutto. Era oggetto di scherzi continui poco piacevoli da parte dei compagni di classe. Ho avuto il supporto del dirigente scolastico e dello sportello di ascolto della scuola che mi hanno molto aiutato. Nei gruppi whatsapp la ragazzina veniva addirittura istigata al suicidio”.
La docente racconta giorni ed ore drammatici. “Durante le mie lezioni la vedevo sempre molto poco, perché spesso se ne andava in bagno. Una volta ho mandato le sue amiche a controllare ed è emerso che si tagliuzzava braccia e gambe. Aveva le braccia tutte tagliate. Per fortuna siamo intervenuti in tempo, abbiamo avvertito la famiglia. Oggi la ragazzina sta meglio, di tanto in tanto mi sento al telefono con il padre per accertarmi delle sue condizioni. Il papà mi ringrazia per quello che la scuola è riuscita a fare. Le famiglie sono molto importanti, quando avete problemi rivolgetevi a loro, ai vostri genitori. Questa ragazza aveva intenzioni sucide”.
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