“I miei bambini mi insegnano l’umanità”, il post di un maestro precario e sottopagato diventa virale

“I miei bambini mi insegnano l’umanità”. E’ questo il senso del lungo post di un maestro, Filippo, che ha affidato a Facebook un pensiero che tutti gli insegnanti dovrebbero leggere e condividere. Essere precario e sottopagato non è abbastanza per “odiare” il lavoro, i bambini fanno la differenza.
Riportiamo qui di seguito il post del maestro
Io faccio il maestro elementare. Nella mia classe ho 24 bambini. 16 stranieri e 8 italiani. Sono di 5 etnie diverse, ci sono 5 religioni diverse. Sul muro abbiamo appeso la foto di Mattarella, il crocifisso, la mano di Fatima, una immagine di Budda e la bandiera della pace.
I “miei” bambini hanno nomi “strani” e cognomi impronunciabili, qualcuno si dice sia “irregolare” ma io sono il maestro non un poliziotto e non chiedo i documenti.
I miei bambini insegnano il significato di integrazione, di solidarietà, di aiuto reale, concreto e praticabile. Gli italiani leggono gli ingredienti delle caramelle e delle merendine per vedere se i loro amici possono mangiarle, si aiutano, si vogliono bene.
I miei bambini non sono “buonisti”, sono umani, sono daltonici, sono refrattari alla stupidità adulta.
Io amo il mio lavoro, precario e sottopagato, amo vedere la loro intelligenza, amo vedere la facilità con cui si integrano.
Io sono grato ai miei bambini perché insegnano a me adulto il valore dell’umanità.
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