I dannati della scuola: La voce dei docenti esclusi dal concorso PNRR1
OggiScuola ha ricevuto una lettera da Luigi Sofia, portavoce dei docenti esclusi dal PNRR1, che descrive con toni accesi la difficile condizione dei precari nel mondo della scuola italiana. Sofia usa una potente metafora dantesca per rappresentare il calvario che vivono ogni giorno.
Un girone dell’inferno
Sofia scrive: “C’è un girone dell’Inferno che Dante non visitò, ma che ogni precario della scuola conosce bene. È il girone dei docenti precari, anime e condannate a un eterno Purgatorio fatto di GPS, concorsi superati mai riconosciuti e contratti a termine, sempre in bilico tra la speranza di stabilità e la certezza della precarietà.”
Questa situazione, secondo il portavoce, si complica ulteriormente con l’imminente svolgimento delle prove scritte del concorso, fissate tra il 19 e il 27 febbraio. “Un calvario che non premia il merito, ma seleziona sulla base di quiz a crocette, trabocchetti ministeriali e il tempo implacabile di una clessidra che scorre troppo in fretta,” afferma.
L’ingiustizia del sistema
Sofia sottolinea come l’esperienza e gli anni di sacrificio non vengano riconosciuti. “Qui non conta l’esperienza, non valgono gli anni di sacrificio nelle classi. Non vale niente.” I precari, divisi tra chi si è iscritto al concorso e chi protesta, sono paragonati ai “dannati del canto III dell’Inferno”: “coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo, non perché privi di valore, ma perché condannati a una vita di incertezze imposte da un sistema che li usa e li getta.”
La lotta per il riconoscimento
Sofia descrive la frustrazione dei docenti precari, che si trovano a dover affrontare piattaforme inceppate, SPID, ricorsi e regole cambiate in corsa. “Li vedi, errano smarriti… mentre il MIUR, come un moderno Minosse, li avvolge nella coda delle sue riforme e decide chi merita di proseguire e chi sarà rispedito al punto di partenza.”
Il portavoce denuncia un sistema che premia solo chi ha determinate qualifiche, come il C1 in inglese, lasciando indietro molti insegnanti di materie fondamentali come italiano e matematica. “Nel girone più profondo stanno coloro che hanno già affrontato l’Inferno di concorsi passati, superando prove soltanto per scoprire che l’agognata immissione in ruolo fosse una illusione.”
La resistenza dei precari
Tuttavia, nonostante le ingiustizie, Sofia esprime un messaggio di resilienza: “Eppure, come anime ribelli, i precari non si arrendono. Perché, al di là delle crocette e delle ingiustizie, sanno di essere molto più di un elenco non graduato: sono insegnanti, educatori, persone che hanno un valore ma non un prezzo.”
Concludendo, Luigi Sofia afferma: “Sono coloro che tengono in piedi la scuola pubblica, nonostante tutto. Che abbia inizio la discesa nell’Inferno delle prove scritte già superate. Ma se c’è una cosa che questi docenti conoscono bene, è la resistenza. Anche tra le fiamme dell’ingiustizia, nonostante l’inferno, non smetteranno di lottare.”
Queste parole risuonano come un grido di battaglia per tutti i docenti precari, pronti a continuare a lottare per il riconoscimento del loro valore e della loro dedizione.




