“Nei lager nazisti c’erano piscine per divertire gli ebrei”, studentessa denuncia prof negazionista
“Nei lager nazisti c’erano piscine per divertire gli ebrei”. Si è espresso così Gino Giannetti, insegnate di discipline plastiche al liceo artistico di Palermo “Eustachio Catalano”.
LAGER E PISCINE
Come riporta oggi Repubblica, una studentessa stanca anche degli inviti del prof ad iscriversi a Forza Nuova, lo ha denunciato. Il prof negazionista avrebbe, inoltre, speso parole pesanti per Primo Levi. Indaga la Digos e la procura di Palermo.
Da tre anni, infatti, il “negazionismo” è un reato, punito anche in maniera pesante. Dopo la segnalazione degli studenti è stato il preside Maurizio Cusumano a presentare una denuncia alla polizia e a segnalare il caso all’Ufficio scolastico regionale, che ha già avviato un procedimento disciplinare nei confronti del docente.
Nei giorni scorsi, infatti, è stato escluso dalle commissioni di maturità.
Negazionismo dell’Olocausto
Il negazionismo dell’Olocausto è una corrente di pensiero antistorica e antiscientifica il cui principale assunto è la negazione della veridicità dell’Olocausto. Questa teorizzazione nega una serie di eventi connessi al fascismo e al nazismo. Secondo questa teoria, l’Olocausto stesso sarebbe un’enorme finzione, funzionale alla demonizzazione della Germania.
I sostenitori di queste tesi si descrivono come persone che pretendono prove e come “storici revisionisti” interessati a rivedere gli studi attuali, che essi definiscono in diversi modi, quali “olocaustomania”, “menzogna olocaustica”, “sacra vulgata olocaustica”. L’uso del termine “revisionismo” anziché “negazionismo” è contestato dalla comunità scientifica, che vi vede un tentativo di occultare dietro un termine dal legittimo uso accademico (revisionismo storiografico) un’operazione di minimizzazione e negazione di fatti acquisiti.
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