
Stress e ansia da interrogazioni colpiscono sempre più studenti. E’ il quadro che emerge da un’indagine svolta nel dicembre scorso dall’Unione degli Studenti su un campione di 3651 giovani, dalla quale emerge che la valutazione scolastica è considerata una delle cause di stress e ansie principali a scuola, 9 studenti su 10 infatti affermano di provare stress e/o ansia prima di verifiche scritte o orali.
I dati
Un dato significativo riguarda gli attacchi di ansia, di panico o vomito prima di interrogazioni o verifiche scritte: il 63% di studenti afferma di aver avuto questi effetti almeno una volta durante la propria carriera scolastica. Per l’83% degli intervistati, poi, una valutazione, positiva o negativa che sia, determina l’umore per il resto della giornata. Otto su dieci dicono di sentirsi giudicati negativamente dopo aver presi voti bassi; ad uno studente su tre è accaduto che la valutazione negativa sia stata utilizzata come strumento punitivo per un comportamento avuto in classe. Inoltre quasi 6 studenti su 10 (57,7%) affermano di provare ansia anche quando non sottoposti alla valutazione. Non solo, più di uno studente su due (53,8%) afferma che oltre agli impegni scolastici non gli è possibile coltivare i propri interessi. Dall’inchiesta emerge inoltre una scarsa attenzione dell’istituzione scolastica alla salute mentale delle studentesse e degli studenti. Infatti nell’83% dei casi non sono organizzate attività o momenti di consapevolizzazione sul tema del benessere psicologico.
Studenti e prof
Solo un intervistato su tre afferma che i propri docenti si preoccupano del loro benessere psicologico e che li mettono a proprio agio. Il supporto ai propri malesseri viene invece individuato nei propri compagni di classe da sei studenti su dieci. Nella stragrande maggioranza dei casi (90%) i ragazzi affermano che a scuola c’è una psicologa o uno psicologo. Per quanto riguarda la frequenza in cui è presente la figura professionale la maggior parte dei rispondenti non sa rispondere (65,6%), coloro che affermano che il servizio è presente tutti i giorni sono solo il 3,1%. Gli studenti criticano l’obbligatorietà di farsi autorizzare dai genitori per accedere allo sportello psicologico che in molti casi blocca la volontà di rivolgersi ad un professionista.
Solo il 12,5% dei giovani intervistati si sono rivolti allo sportello psicologico almeno una volta. “Non solo la pandemia, la scuola deve ripensarsi – dice Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – Il modello scolastico attuale provoca ansia e stress anche nelle situazioni di normalità. Del resto già i dati Ocse del 2017 già segnalavano la scuola italiana tra le più stressanti d’Europa”.
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