
Fatta la legge trovato l’inganno. Dato l’obbligo del certificato verde per tutti i prof, un docente della provincia di Cuneo ha deciso di aggirare l’ostacolo. Facendo lezione all’aperto, davanti all’istituto scolastico, dove non può entrare perché appunto privo di Green pass.
Il prof
Il prof, 52enne, insegna Topografia dal 1988: ha deciso di intrecciare un cesto di vimini di fronte all’istituto superiore statale per geometri Virgilio. Il docente di scuola superiore ha annunciato che se l’emergenza continuerà anche nel 2022, rimarrà per tutto l’anno scolastico senza stipendio e senza la possibilità di insegnare o entrare a scuola. Nel conto ha messo anche la possibilità, al momento comunque non prevista dalla normativa per questo genere di sospensione, di perdere il lavoro. Come gesto di solidarietà verso l’insegnante, il 28 settembre si è formato un presidio a cui hanno partecipato anche alcuni studenti.
Il prof: Green pass ricatto sociale
“Il lasciapassare è una discriminazione, un ricatto sociale che non mi permette di lavorare – ha scritto l’insegnante in una lettera aperta ai suoi studenti – Mio padre era partigiano: pare di essere tornati in quel periodo, quando per lavorare dovevi esibire la tessera fascista. Ai ragazzi ho chiesto di pensare con la loro testa, di non accettare ricatti. Non mi spaventa perdere il lavoro, mio padre partigiano mi ha insegnato curiosità e coraggio: farò altro. Ma sono qui per i ragazzi, perché capiscano che devono lottare per le loro idee. Il compito della scuola è formare i nuovi cittadini”, ha concluso il prof contrario al Green pass obbligatorio.
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