
Panta rei. Tutto scorre, tutto cambia. Ma non nella scuola. Dove si prospetta un inizio dell’anno scolastico 2021 con le stesse problematiche di quello precedente. Dall’ex ministra dell’Istruzione Azzolina a quello in carica, Patrizio Bianchi, nulla sembra essere cambiato. Così la pensa Libero Tassella, Sbc.
Ci troviamo ad affrontare un nuovo anno scolastico gomito a gomito con il Covid. Cos’è cambiato rispetto a quello precedente?
Nulla. Dalla Azzolina a Bianchi, con l’aiuto di Draghi, nulla è cambiato. Se l’anno scorso il ‘distrattore estivo’ erano i famosi banchi a rotelle, quest’anno è stato l’utilizzo del Green pass. Giusto vaccinarsi, ma parlando solo del certificato verde si sono oscurati i veri problemi della scuola.
Che sarebbero?
Innanzitutto c’è il problema delle classi numerose, che riguarda soprattutto le grandi periferie urbane. E questo contribuisce ad alimentare il problema della sicurezza degli edifici scolastici e delle classi stesse. Non dimentichiamo poi la problematica della stabilizzazione dell’organico, una vera e propria piaga.
In tema Covid che problematiche riscontra?
Si è fatto molto poco per la questione tracciamenti. Attualmente si sta molto parlando dei tamponi salivari per le scuole, come già sperimentato altrove. La trovo un’ottima idea, perché in questo caso si avrebbe un tracciamento continuo e costante. Altrettanto poco si è fatto per i sistemi di areazione nelle aule, l’apertura di porte e finestre non può bastare.
Altro?
Ancora c’è il problema dei trasporti, soprattutto per gli alunni delle scuole secondarie di secondo grado.
Come occorre intervenire: dopo la Azzolina Bianchi ce la farà?
Bisogna distogliere la troppa attenzione da temi certamente importanti come il Green pass, per darne altrettanta a quelli appena elencati, comunque fondamentali per una ripresa della scuola in sicurezza. Azzolina non ce l’ha fatta, e le cose al momento non sono cambiate. Bianchi è sulla stessa scia.
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