Stabilizzazione precari: ok di Bianchi, no del M5S
Garantirebbe ai supplenti di entrare di ruolo in base a titoli e anni di servizio senza concorso

Stabilizzare finalmente i precari. Si può? Per il ministro dell’Istruzione sì, Secondo il Movimento 5 Stelle si tratterebbe di una mera “sanatoria”.
La discussione nel CdM
Nel Consiglio dei Ministri da un lato quindi il ministro Bianchi, che garantirebbe ai supplenti la possibilità di entrare di ruolo solo in base ai titoli e agli anni di servizio senza passare per un concorso. Dall’altro Movimento 5 stelle, che più di ogni altro partito di maggioranza si oppone a questa eventualità. “L’ennesima maxi-sanatoria dei precari della scuola in arrivo è uno schiaffo ai 400mila candidati al concorso ordinario”, ha scritto qualche giorno fa l’economista Tito Boeri. Che continuava così: “Non risolverà i problemi delle cattedre vuote dato che si è estesa la mobilità dei docenti. Non doveva la scuola essere la priorità di questo governo?”. Pronta la risposta dell’ex ministra Lucia Azzolina, che guida la rivolta dei pentastellati: “Non solo. Quei 400mila sono tutti under 30 o al più under 40. Se passa la stabilizzazione senza merito al posto loro entreranno a scuola i bocciati del concorso straordinario. Sarò poi curiosa di vedere chi avrà ancora il coraggio di dire che servono politiche attive per i giovani”.
Il problema costi
Le stime parlano di almeno 40mila precari interessati, per un costo che secondo il ministero dell’Economia al momento sarebbe troppo gravoso per le casse dello stato. La Ragioneria generale dello stato ha anche osservato che il calo demografico previsto nei prossimi anni ridurrà il numero di studenti: secondo il Pnrr da qui al 2036 la popolazione studentesca si ridurrà di un milione di unità, rendendo di fatto “In esubero” 64 mila docenti. Il governo ha assicurato che in prospettiva verranno impiegati per risolvere il problema delle classi pollaio e del tempo pieno soprattutto al Sud, ma intanto c’è un “problema settembre” da risolvere. Possibile che la mediazione si trovi su circa 10 mila unità, soprattutto sul versante insegnanti di sostegno, che entrerebbero in cattedra dopo un anno di formazione-servizio, al termine del quale potrebbero comunque non essere confermati nel ruolo.
Seguici anche su http://www.scarpellino.com e http://www.persemprenews.it


