Scuole in affanno: il Piano Scuola Estate 2021 potrebbe slittare all’inverno 2022
I presidi manifestano troppe criticità e i bandi permettono di svolgere le attività entro la fine del prossimo anno scolastico

È recente la pubblicazione di un nuovo Avviso con cui il Ministero mette a disposizione 40 milioni di euro per realizzare attività volte a contrastare le povertà educative.
Si tratta di fondi che, insieme a quelli già stanziati con il Decreto Sostegni e ai finanziamenti previsti dal Pon “Per la scuola”, permetteranno alle scuole di attivare progetti estivi nell’ambito del Piano Scuola Estate 2021.
I tempi, però, stringono: le scadenze fissate per la presentazione dei progetti sono imminenti e le scuole sono in affanno perché costruire proposte progettuali valide in così poco tempo non è cosa semplice.
LE DIFFICOLTA’ DELLE SCUOLE
Approcciarsi ad un progetto finanziato con fondi europei è molto complesso e le scuole spesso non hanno a disposizione gli strumenti o il personale necessari per seguire l’intero iter che va dalla progettazione alla rendicontazione.
Basti pensare che le risorse messe a disposizione oggi, con molta probabilità sono le stesse che negli anni scorsi non sono state spese.
Già nelle ultime due settimane, spiega Edscuola, le maggiori associazioni dei dirigenti scolastici Anp ed Andis hanno condiviso con il MI e il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi le loro preoccupazioni.
“Si tratta di utilizzare al meglio i cospicui finanziamenti, il personale scolastico disponibile e le risorse fornite dai territori e dal terzo settore, facilitando e semplificando al massimo la gestione dei progetti, dalla progettazione alla messa a sistema, alla rendicontazione”, propone l’Andis.
L’Anp, invece, lamenta le limitazioni dovute al sottodimensionamento delle segreterie e l’assenza di tecnostrutture di supporto su aspetti gestionali e organizzativi.
Di qui scaturisce quindi la necessità di due provvedimenti che il Ministero dovrebbe adottare al più presto:
“Garantire alle scuole la facoltà di prolungare i contratti con il personale supplente delle segreterie e dotarle di risorse economiche ad hoc per incentivare l’attività del personale amministrativo e Dsga.”
I DUBBI SULLE TEMPISTICHE DI AVVIO PROGETTI
L’Anp si è espressa anche, nella persona del suo presidente Antonello Giannelli, in merito alla necessità di velocizzare le procedure di autorizzazione dei progetti.
Quello che preoccupa sono i tempi necessari ad avviare concretamente un progetto.
Dopo il 21 maggio le scuole attenderanno gli esiti da parte del Ministero. Se questo avrà accolto le proposte e quindi stanzierà i fondi, le istituzioni scolastiche potranno cominciare a reclutare il personale e iniziare a pianificare le attività da svolgere.
Si tratta di un procedimento che può diventare troppo lungo e far slittare l’inizio delle attività che, da bando, vanno avviate già nel mese di giugno.
Lo stesso bando, però, stabilisce che le iniziative del Piano Estate si possano svolgere fino alla fine del 2021 e nel caso del Pon fino alla fine per prossimo anno scolastico.
Questo dettaglio, se da un lato può “far rilassare” le scuole che non dovranno attivare e concludere i progetti entro l’estate, dall’altro sembra far crollare le convinzioni di tutti quelli che immaginavano un’estate diversa da trascorrere a scuola.
A farne le spese, inoltre, sono anche le attività di recupero che il Piano voleva alimentare.
Queste avrebbero senso di esistere solo se svolte d’estate e prima del ritorno a scuola di settembre.
Ma ogni scuola agirà com’è più opportuno, rispettando le risorse a disposizione e le tempistiche necessarie per realizzare i progetti proposti in fase di candidatura.




