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Piano Scuola Estate: le attività delle 3 fasi. Nella fase 2 (luglio/agosto) i docenti non sono coinvolti

Il Piano Scuola Estate è una novità assoluta per tutti.

Non solo per gli studenti, che per la prima volta potranno frequentare i loro istituti d’estate e con un approccio diverso da quello prettamente scolastico, ma anche per i docenti e tutti gli altri protagonisti coinvolti.

ll Piano, infatti, prevede che non siano solo i docenti ad occuparsi delle attività, ma anche imprese del terzo settore, educatori ed esperti esterni.

A gestire la parte burocratica e logistica ci sarà anche il personale ATA, che come tutti gli altri soggetti potrà scegliere autonomamente se prendere parte all’iniziativa.

Trattandosi di un Piano di azione che ricoprirà i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, il Ministero ha voluto suddividerlo in tre fasi distinte.

Ciascuna fase perseguirà un obiettivo differente e, per raggiungerlo, il Ministero ha stabilito che si attivino precise attività condotte da esperti del settore.

Vediamoli nel dettaglio.

FASE 1: GIUGNO. Rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali

In questa prima fase l’obiettivo deve essere quello di incrementare le competenze di studentesse e studenti e favorirne l’apprendimento attraverso una partecipazione diretta nella costruzione del sapere.

Le attività da svolgere, quindi, potrebbero essere: iniziative di orientamento, attività laboratoriali, attività di approfondimento legate alla conoscenza del territorio e delle tradizioni delle realtà locali, attività finalizzate all’incontro con “mondi esterni”, delle professioni o del terzo settore, promuovendo stili cooperativi di studentesse e studenti, soprattutto quelli più esposti al rischio dispersione.

A tenere le attività saranno docenti, educatori ed esperti esterni.

FASE 2: LUGLIO E AGOSTO. Rinforzo e potenziamento competenze disciplinari e della socialità

In questa seconda fase, l’intento della scuola deve essere quello di avviare un percorso finalizzato al ripristino della normalità.

Per questo potranno essere avviati processi di condivisione e partecipazione e quindi attività ludico-ricreative, sportive e motorie, di educazione alla cittadinanza o iniziative per l’uso delle tecniche digitali. 

In questi mesi entrano in gioco i “Patti educativi di comunità”, gli accordi tra gli enti locali, le istituzioni pubbliche e private operanti sul territorio, le realtà del terzo settore e le scuole, per promuovere e rafforzare la collaborazione tra la scuola e tutta la comunità.

In questa fase i docenti non sono coinvolti e tutte le attività verranno organizzate da:

  • Imprese del terzo settore
  • Educatori
  • Esperti esterni

FASE 3: SETTEMBRE. Introduzione al nuovo anno scolastico

In questa ultima fase del Piano le studentesse e gli studenti si preparano alla ripartenza scolastica. Vanno dunque attivati percorsi che li supportino in questo processo, anche ricorrendo alla didattica innovativa e con una particolare attenzione ai temi dell’inclusione e della collaborazione.

Si pensi ad attività laboratoriali, momenti di ascolto, sportelli informativi telematici o di supporto psicologico, iniziative per l’inclusione o finalizzate a favorire il rinforzo disciplinare. 

A svolgere le attività tornano in prima linea i docenti assieme ad eventuali educatori o esperti esterni.

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