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Ritardi e personale insufficiente: i disagi del Piano Estate

Presidi, docenti, collaboratori scolastici e segreterie in affanno e disaccordo

Ritardi, troppi. Tempi per l’adesione, troppo brevi. Contratti in scadenza, poca voglia di impegnarsi nei mesi estivi. Dai presidi ai docenti, passando per i collaboratori scolastici e le segreterie, nessuno appare pienamente soddisfatto del Piano Estate.

I tempi ristretti

Oltre ai ritardi, secondo molti addetti del mestiere, i tempi per aderire ai bandi sarebbero invece troppo brevi. I Pon (finanziamenti europei) destineranno 320 milioni, utilizzabili soprattutto nelle aree con maggiori disuguaglianze economiche e sociali,  appaiono dunque troppo risicati e rischiano di travolgere uffici e segreterie già in affanno.

Il personale

Altra spada di Damocle che pende sul Piano Estate sono i collaboratori scolastici. In effetti il contratto dei precari scade a giugno, chi resta arriva da due anni complessi e non è detto che voglia impegnarsi anche nei mesi estivi.

I sindacati

Il Piano Estate messo in campo dal ministro dell’Istruzione sollev dunque i primi quesiti e incontra i primi malcontenti. Ritardi e insufficienze sembrano un ostacolo. Poco fa le organizzazioni sindacali hanno avuto un incontro in viale Trastevere per mettere sul tavolo alcuni nodi cruciali: “Abbiamo chiarito – spiega Lena Gissi, la segretaria della Cisl Scuola – alcuni aspetti legati all’utilizzo dei finanziamenti per l’acquisto di beni e servizi. Per quanto riguarda i Pon che necessitano di un notevole impegno da parte delle segreterie, il ministero ci ha assicurato che in sei click si potranno fare”.

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