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ISS, allarme giovani: “Più casi under 20 e meno tra gli adulti”. E’ la prima volta

Il sorpasso dalla fine di gennaio che poi si è consolidato a febbraio.

Da quando è iniziata la pandemia è la prima volta che l’incidenza dei contagi da coronavirus accertati tra i giovani (sotto i 20 anni) ha superato quella tra gli adulti.

Sorpasso da fine gennaio che si è consolidato a febbraio. Lo rileva l’Istituto superiore di sanità nel “Focus sull’età evolutiva” presentato venerdì scorso al Comitato tecnico scientifico. Un dato che conferma l’impatto crescente del Covid nelle scuole e in tutto ciò che ruota intorno (come i trasporti), complici anche le varianti, e che ha certamente pesato nella decisione degli esperti di chiedere al governo di passare alla didattica a distanza nelle zone più colpite.

La preoccupazione – racconta Il Fatto Quotidiano riguarda anche gli assembramenti che si sono verificati negli scorsi weekend in diverse città italiane. Come a Milano, dove nella zona dei Navigli si sono ritrovati in centinaia (tra giovani e non). Ma anche a Napoli e Roma.

Anche se i contagi corrono tra i giovani, però, gli esperti sottolineano che i casi gravi restano pochissimi. Il 60% manifesta sintomi lievi e il resto è pauci-sintomatico. Il rapporto ha censito anche il numero assoluto dei casi nella fascia di età sotto i 20 anni, che sono stati sopra i 106mila a novembre per poi scendere a circa 61mila sia a dicembre che a gennaio. Sempre a novembre si è raggiunto il picco di ricoveri in terapia intensiva per queste fasce, 53, scesi poi a 25 a dicembre e 21 a gennaio. Stesso andamento per i decessi, otto a novembre.

 

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