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Ginnastica con il top? “No, distraete i compagni”: la protesta

Un passo avanti e cento indietro? Mentre i ragazzi protestano a scuola con la gonna contro la “sessualizzazione del corpo femminile” e la “mascolinità tossica”, c’è ancora chi è fermo. Troppo indietro. La vicenda accade qualche giorno fa al liceo Marco Polo di Venezia, dove “la professoressa di educazione fisica ha costretto le ragazze a fare la lezione di ginnastica in felpa – spiega una ragazza del collettivo Polo Las liceo artistico statale – dicendo che le ragazze erano tenute a coprire le proprie forme per non distrarre i compagni”.

La protesta

E così scatta la protesta. Tutti in top sportivo. Sono le 8 del mattino, gli studenti sono una sessantina. È un sit-in di protesta quello messo in atto giovedì mattina dagli alunni del liceo Marco Polo di Venezia di fronte al portone della scuola al suono della campanella. Di fronte a questa vicenda, il collettivo ha messo in piedi la protesta presentandosi a scuola vestiti solo con un top sportivo: poi, i ragazzi si sono spostati nel campo di San Trovaso, poco distante dalla sede del liceo, e si sono seduti in assemblea.

 

Gli studenti: liberi di indossare ciò che vogliamo anche durante la ginnastica

“La scuola deve insegnare al rispetto, non cambiare i vestiti agli studenti” lo slogan della protesta. “Vogliamo lanciare un messaggio – dice una studentessa – di rispetto all’intero sistema scolastico italiano. Il nostro paese è uno dei pochi in cui non si fa educazione sessuale, se non limitata. Il nostro non è stato un attacco nei confronti della preside né nello specifico della professoressa, ma al sistema scolastico. Bisogna cambiare mentalità. Non i vestiti”. Più chiaro di così.

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