Le donne nella storia della scuola: Laura Bassi e Anna Morandi
Seconda puntata della nostra rubrica dedicata alle donne più importanti della scuola.

Se nel secolo XVIII ai figli maschi dei ricchi borghesi e nobili era concesso lo studio, non era lo stesso per le ragazze che, invece potevano avere un’istruzione limitata: leggere, scrivere, cucire e recitare il rosario.
Inserite generalmente in collegi femminili, se non accettavano di sposarsi potevano restare negli stessi ‘scegliendo’ di farsi monache.
Non si consentiva loro lo studio per questi motivi:
Si riteneva che la donna acculturata avrebbe potuto interferire negli affari di famiglia causando problemi al proprio patrimonio. Inoltre non sarebbe stata più ‘ubbidiente’ e gli uomini ‘padroni’ avrebbero dovuto sopportare mille domande, cosa a loro non gradita. Ma qualcosa per fortuna cambiò nella seconda metà del settecento. Si aprirono le porte alle donne che contribuirono alla crescita culturale della società.
Tra le tante figure femminili di questa epoca alle quali dobbiamo rendere omaggio c’è:
Laura Maria Caterina Bassi Veratti – (Bologna 1711-1778).

Laurea in filosofia all’Università di Pisa nel 1732.
Figlia di Giuseppe dottore in legge. La Bassi impara grammatica, latino, francese e aritmetica, filosofia naturale. Nel 1732 viene nominata socia onoraria dell’Accademia delle scienze, nello stesso anno discute la sua tesi e successivamente si laurea in filosofia naturale.
Grazie al suo sostenitore, il cardinale Lambertini, ottiene il mandato per l’insegnamento di filosofia con uno stipendio di 500 lire. Nel 1738 sposa il medico Giuseppe Veratti.
Dal loro matrimonio nascono otto figli. Eustachio Manfredi, famoso matematico bolognese, disse di lei: “meraviglia del suo sesso e decoro della patria”. Condivise con il marito la passione per la filosofia naturale di Newton. Anche Voltaire ne fu colpito, tanto da decidere di scriverle: “Non c’è una Bassi a Londra, e sarei molto più felice di essere aggiunto alla tua Accademia di Bologna che a quella degli inglesi, anche se ha prodotto un Newton“.
Anna Morandi Manzolini, (Bologna 1714-1774).

Laurea in filosofia all’Università di Pisa nel 1732.
Dottoressa in anatomia. Collaboratrice del marito Giovanni Manzolini, ma più brava del consorte in materia di ‘ceroplasta’. Dopo la morte del marito ottiene lo stipendio concesso dall’ateneo bolognese, ma nonostante ciò continua a tenere corsi privati nella sua abitazione. La sua fama è resa nota per aver creato una collezione di cere anatomiche, in parte anche con l’aiuto del marito.
Queste opere sono conservate presso il Museo di palazzo Poggi. Tale collezione è dedicata a: apparato anatomico dell’occhio, orecchio, naso, lingua, laringe e faringe, braccio, mano, gamba, piede, organi sessuali e scheletro.
Il segretario dell’Accademia delle scienze di Bologna, Francesco Maria Zanotti, descrive così la Morandi: “Donna bella e piena d’ingegno tratta infatti con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione, per poterli riprodurre e consegnare ai posteri.
Allestì quindi la propria casa con parti del corpo umano, eseguite con arte mirabile e disposte nel modo più elegante; e le spiega utilizzando un linguaggio semplice, nativo e puro, in cui nulla resta oscuro, ma con tanta chiarezza come se ne trova in uno studioso di anatomia”.
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