
È ufficiale, pubblicato sul sito della Prefettura, il piano per la ripartenza delle scuole superiori il 7 gennaio. Si
confermano due orari di ingresso, alle 8 e alle 10, con uscite alle 13.30 e alle 15.30, e le lezioni di sabato, giorno
di traffico leggero con un’unica entrata alle 8. Come riporta Roma.corriere.it, quindi non sono state recepite, al
momento, le proteste dei presidi, critici soprattutto sul turno delle 10: così i ragazzi, dicono, torneranno a casa
troppo tardi e non riusciranno a studiare, a maggior ragione gli studenti dei tecnici e dei professionali che hanno
più ore.
Il piano, lo scrive il prefetto Matteo Piantedosi, è frutto del tavolo tecnico che ha riunito enti locali e aziende dei
trasporti e andrà rispettato. Le scuole sono avvisate: «Le predette misure – specifica il documento – dovranno
essere realizzate nell’ambito di tutti gli istituti scolastici interessati fatte salve concrete, oggettive, motivate esigenze
che andranno preliminarmente comunicate all’Ufficio scolastico regionale, il quale provvederà, anche
autonomamente, a operare le valutazioni del caso al fine di consentire l’adozione di adeguamenti delle misure
stesse che lascino in ogni caso invariati gli effetti del presente documento operativo». Le novità, rispetto alla
partenza di settembre, sono dunque gli orari (il 40% degli studenti dovrà entrare alle 8 e il 60% alle 10, cioè la
fascia che si presuppone meno congestionata), l’aumento di corse e mezzi di Atac, Cotral e Astral che si
avvarranno anche del supporto dei privati e i controlli davanti alle scuole e alle fermate per evitare gli
assembramenti, missione questa che sarà affidata alla polizia locale o ai gruppi di protezione civile comunale.
La Prefettura, nella versione originaria del piano, aveva calcolato il ritorno a scuola in presenza del 75% dei
ragazzi, così come prevedeva il decreto del governo. In realtà poi le cose sono cambiate, la percentuale – come è
stato sancito nell’ultimo incontro con le Regioni prima di Natale – è scesa al 50% per la prima settimana, e poi dal
15 gennaio si potrà arrivare al 75%. I presidi hanno ricevuto un’ulteriore precisazione, questa volta da parte
dell’Ufficio scolastico regionale, che chiarisce la possibilità di una ripartenza a metà, al 50% appunto, che poi
potrà essere aumentata sempre che la situazione dei contagi lo consenta.
Il piano funzionerà, chiarisce la Prefettura, considerato che i maggiori atenei non incideranno immediatamente sul trasporto locale, visto che riprenderanno le lezioni in presenza solo a marzo, e a patto che resti invariato l’attuale livello di pendolarismo: «Nell’ambito delle strategie di riorganizzazione della domanda della città, dovrà prevedersi il mantenimento degli attuali standard di smart working degli uffici pubblici e, possibilmente, una differenziazione oraria delle attività produttive e commerciali rispetto al mondo scolastico».




