
Dopo le verifiche delle scuole polo, migliaia di insegnanti assunti come supplenti con le graduatorie provinciali,
stanno ricevendo una lettera di licenziamento, mettendo a dura prova la continuità didattica. Orizzonte Scuola
svela anche il motivo: i punteggi sbagliati con i quali sono stati assunti i precari, adesso, essendo al vaglio delle
verifiche, diventano motivo di esclusione dalle graduatorie.
Un problema prevedibile
Come sappiamo, si tratta di un problema facilmente pronosticato: quando sono state pubblicate le graduatorie
provinciali in forma definitiva, ovvero senza una lista provvisoria di candidati, le polemiche di precari e dei
sindacati erano proprio incentrate su questo, ovvero non vi era la possibilità di correggere gli errori, spesso
materiali dovuti al sistema che non ha funzionato al massimo in diversi momenti. Quindi, niente rettifica di
punteggi, se non in una minoranza di casi.
Soccorso amministrativo
Eppure esisteva la possibilità di correggere gli errori: come spiega Italia Oggi, la procedura che prevede la
possibilità di correggere e integrare le domande è nota agli addetti ai lavori alla stregua di soccorso
amministrativo: l’amministrazione va in soccorso dei cittadini per consentire loro di accedere al beneficio
richiesto. Specie quando si tratta di procedure complicate che mettono a dura prova anche gli addetti ai lavori.
Come sappiamo, il soccorso amministrativo non è stato attivato. E non è stato nemmeno effettuato il controllo
preventivo da parte degli uffici scolastici che, per prassi, consente in qualche misura rettifiche e integrazioni nella
fase dei reclami. Agli uffici, è stato assegnato solo il compito di correggere gli errori del sistema effettuati nella
compilazione delle graduatorie. Ma siccome le graduatorie provinciali sono state pubblicate già in forma
definitiva, si è dovuto procedere alle correzioni tramite i decreti di rettifica.
La beffa per i docenti
Si tratta di una beffa per i docenti licenziati: infatti, se l’amministrazione avesse fatto i controlli prima delle
assunzioni, prosegue Italia Oggi, avrebbero comunque avuto titolo a concorrere alle assunzioni a tempo
determinato con i punteggi effettivamente spettanti. E molti di loro avrebbero potuto ottenere in ogni caso una
supplenza addirittura dal 1° settembre.
Addio continuità didattica
Ma il danno, forse maggiore, lo subiscono senza dubbio gli studenti: il cambio di docente in corso incide senza
dubbio sulla continuità didattica, messa a dura prova non solo ogni anno scolastico dalle poche stabilizzazioni e i
continui valzer di supplenti, ma anche dai cambi di insegnante nel corso dello stesso anno scolastico a causa di
problemi “burocratici”. Problemi che non dovrebbero pagare mai gli alunni.




