Scontro al vetriolo M5s-presidi sull’aumento degli stipendi. La polemica

Scontro al vetriolo M5s-presidi sull’aumento degli stipendi. Nel caos della riapertura, e con i presidi sotto pressione per le incombenze per garantire la sicurezza del nuovo anno scolastico, rischiano di complicarsi i rapporti all’interno del mondo scolastico. A scatenare lo scontro a distanza tra docenti e dirigenti è stata Laura Granato, senatrice M5S, lo stesso partito della ministra Lucia Azzolina. Su Facebook Granato ha più di una volta messo a confronto il lavoro che fanno gli insegnanti, e che non verrebbe sufficientemente valorizzato dal punto di vista economico, e quello dei dirigenti, che invece andrebbe incontro ad aumenti di retribuzione.
Scontro al vetriolo M5s-presidi
Infuriata la reazione dei dirigenti scolastici, con il presidente dell’Associazione nazionale presidi. Antonello Giannelli ha scritto una lettera aperta alla ministra Azzolina, chiedendole «di far sentire la sua voce in difesa dei colleghi dirigenti che, proprio in questi giorni, stanno dedicando tutte le loro energie al comune obiettivo di far ripartire al meglio la scuola». Giannelli evidenzia la «gravità» delle affermazioni della Granato. Finiscono per far «desistere i docenti dal compiere qualsivoglia attività lavorativa svolta in collaborazione coi docenti e finalizzata a favorire il riavvio delle attività didattiche in presenza dal prossimo 1° settembre». Il timore? Che venga «compromessa la ripartenza in sicurezza della scuola». Scontro al vetriolo M5s-presidi.
Il post
Ma cosa aveva scritto Granato per alimentare lo scontro M5s-presidi. «La scuola è una Comunità educante quando si chiede ai docenti di trasformarsi in agrimensori gratis e ai collaboratori di accollarsi i compiti dei dirigenti scolastici. È un’azienda quando si devono ampliare i fondi per le retribuzioni di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici… a convenienza. Ne paghi bene 8000 per ottenere lavoro sommerso per 800.000. Comodo no? Quousque tandem?».
L’altro post
Nei giorni scorsi sempre su Fb la senatrice aveva mostrato delle foto e scritto. «Questi che vedete nelle foto sono docenti che stanno predisponendo i segnali divisori tra i banchi per la riapertura a settembre di centinaia di aule. Chi ha progettato aula per aula le divisioni è stata una docente di matematica. Sono incombenze contrattualmente dovute al personale docente? NO! Vengono premiati? NO! Eppure sono loro che lavorano senza un euro in più per far rientrare gli studenti a scuola a settembre. Con tutte le malelingue che li accusano falsamente di essere lavativi o di farsi 3 mesi di ferie all’anno», sottolineava Granato. Evidenziando come intanto «un emendamento della Camera non concordato con noi del Senato metterebbe altri 13 mln di euro sul FUN (Fondo Unico Nazionale) per i dirigenti scolastici». Carne al fuoco alimentando lo scontro al vetriolo M5s-presidi.
Gli aumenti sono reali?
Ma è vero che i presidi avranno aumenti? Lo spiega un’altra senatrice del M5S, Vittoria Casa. Lei ha proposto l’emendamento nel Decreto Rilancio, l’aumento del Fondo servirà solo a scongiurare la riduzione dello stipendio che i presidi rischiavano. Con l’ultimo rinnovo contrattuale, ratificato dall’Aran nel luglio 2019, le buste paga dei dirigenti scolastici sono state incrementate di oltre 125 euro lordi al mese nella parte tabellare. Portando l’entità delle buste paga medie annue da 43.310 euro a 45.260. Inoltre, la nuova retribuzione di parte fissa è stata incrementata di 9 mila euro lordi l’anno, passando da 3556 euro a 12.565 euro. Da qui lo scontro al vetriolo M5s-presidi.
Lo stipendio
Complessivamente quindi l’aumento medio lordo è stato di 875 euro lordi mensili. Ma l’aumento complessivo del numero dei dirigenti avrebbe comportato automaticamente una riduzione dello stipendio, per cui l’aumento del Fondo è servito ad evitarlo. E per i docenti cosa c’è? L’ultimo rinnovo contrattuale risale al periodo Fedeli. A luglio però scatta il taglio del cuneo fiscale, che farà sì che molti docenti avranno diritto al bonus Renzi, da cui prima erano esclusi perché avevano una soglia leggermente più alta di retribuzione, perché viene alzata la soglia. L’aumento medio sarà di circa 60 euro in busta paga. Intanto però è scontro al vetriolo M5s-presidi.
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