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Riapertura Scuola, per la Task Force va differenziata in base al contagio. Ma il Cts insiste: data unica

Riapertura Scuola, per la Task Force va differenziata in base al contagio. Ma il Cts insiste: data unica

La ministra Azzolina spinge per il 14 settembre e molte regioni sembrano d’accordo: la data della riapertura della Scuola non è però così scontata.  I tecnici del ministero, infatti, avrebbero immaginato una ripartenza scaglionata e lo stesso pensano gli esperti del comitato tecnico. Esperti che si riuniranno mercoledì per una indicazione definitiva. Insomma neanche su quello che sembrava ormai un dato acquisito c’è certezza.

Qualche risposta potrebbe arrivare nella riunione convocata dal ministero dell’Istruzione con i sindacati per il primo pomeriggio di mercoledì 24 giugno, ordine del giorno: “Presentazione delle prime indicazioni per l’avvio del nuovo anno scolastico”. Sempre mercoledì si riunirà anche il Comitato di esperti istituito da Lucia Azzolina per esaminare la bozza del rapporto definitivo che il presidente Patrizio Bianchi consegnerà poi a stretto giro alla ministra. Tra le proposte figura anche l’ipotesi di riaprire le scuole in via differenziata da regione a regione, sulla base del diverso andamento della curva epidemiologica nei vari territori. Gli esperti lo definiscono “un suggerimento di metodo”, scaturito – è il ragionamento – “dalla situazione dinamica come quella che si sta presentando dopo il lockdown. Una situazione che può migliorare, ma anche peggiorare”. Per questo, secondo i diciotto componenti del comitato “partendo dalla necessità di mantenersi cauti, bisogna essere elastici e, sulla base di livelli di rischio diversi, è meglio prepararsi al peggio”. Anche in previsione di possibili interventi, come l’acquisto di grossi quantitativi di mascherine, per esempio  “che avrebbero logistiche e tempi certamente diversi, assai più lenti, di quelli con cui si muove il virus”.

Se fare propria la proposta della task force, stilando dunque un calendario di riaperture differenziate delle scuole nelle varie regioni – prima dove il rischio più basso e dopo dove i livelli di rischio sono più alti – sarà “il decisore politico”, ministra e Governo in primis, a stabilirlo.  Ma è probabile che, alla fine, si deciderà di seguire le indicazioni del Comitato tecnico scientifico istituito per l’emergenza coronavirus, che pure oggi in una riunione fiume ha affrontato la questione “ritorno a scuola”.

Per gli scienziati “l’obiettivo è che aprano tutte le scuole e tutte nello stesso momento. Si tratta di una questione di benessere complessivo, si può tornare a scuola in sicurezza e senza plexiglas”. La linea degli scienziati, già tracciata nel documento consegnato alla ministra il 28 maggio scorso, passa attraverso tre punti: il potenziamento dell’autonomia scolastica, il rafforzamento del rapporto scuole-territorio (creando reti scolastiche territoriali per individuare nuovi spazi da destinare alla didattica) e il rispetto del distanziamento fisico. “Il modello – dicono dal Cts – è quello seguito per l’esame di maturità”, che ha avuto proprio nel distanziamento fisico uno dei punti di forza. Ma come si farà a mantenere la distanza di sicurezza in classi da venticinque alunni e aule da venti, al massimo trenta metri quadrati? Una regola univoca non c’è, pare di capire che per le soluzioni si sia deciso di puntare molto sull’autonomia scolastica territoriale e, soprattutto, sulle capacità organizzative dei dirigenti scolastici, ciascuno per il proprio istituto.

E se l’autunno portasse con sé anche la seconda ondata di Covid-19? La linea suggerita dal Cts al Governo “nel malaugurato caso dovesse riaccendersi un nuovo focolaio, è concentrarsi e agire su quello”. L’orientamento, dunque, è non ricorrere mai più alla chiusura totale delle scuole. E intanto si tiene d’occhio l’andamento del virus anche per decidere se allentare le misure relative all’obbligo di indossare la mascherina. “Un ammorbidimento potrebbe esserci – confermano dal Cts – ma è ancora presto per parlarne, si valuterà in prossimità del mese di settembre”. D’altra parte, al momento sulla riapertura della scuola si attendono ancora le prime indicazioni.

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