Il Veneto brucia le tappe, 1200 studenti fanno lezione in aula. Pochi giorni, ma prof e studenti entusiasti

Il Veneto brucia le tappe, 1200 studenti fanno lezione in aula. Pochi giorni, ma prof e studenti entusiasti.
In attesa delle linee guida ministeriali e del successivo accordo con le amministrazioni territoriali, c’è una Regione in cui le aule di alcune scuole si sono già riaperte. Si tratta del Veneto dove un progetto pilota è già operativo da dieci giorni. Poche ore di lezione tra i banchi, ma fondamentali, per oltre 1200 alunni che hanno fatto le prove generali per settembre. E il rientro non è stato mai così ben accolto dagli studenti. Il 9 giugno scorso sessanta ragazzi dell’Istituto professionale di Vicenza sono stati i primi a fare lezione in classe. Nei giorni successivi sono stati interessati, a cascata, anche gli altri 17 istituti tra Padova, Venezia, Verona, Belluno, Rovigo e Treviso. Ma per tornare a vedere un professore in carne e ossa, e vivere insieme gioie e dolori, hanno dovuto rinunciare a un momento importante: la ricreazione.
“Si fa soltanto in classe, ognuno seduto al proprio posto. Ci dispiace ma è un sacrificio necessario”, spiega Samanta Primadei, responsabile della sede di Vicenza. Enaip (Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale) è un ente di formazione fondato nel 1951 per iniziativa delle Acli. In Veneto conta 18 istituti professionali con indirizzi che variano dal turismo alla meccanica, dalla ristorazione alle vendite, dal benessere all’elettronica. Sedi moderne, aule spaziose. I requisiti c’erano e così, dopo i mesi di lockdown, è stata inoltrata la proposta. “Ci siamo confrontati con la Regione e abbiamo definito il progetto di rientro”, dice Sandro Dal Piano, responsabile promozione e comunicazione di Enaip. Ecco dunque quali sono le regole di Enaip nel post coronavirus: misurazione della temperatura corporea all’ingresso, igienizzazione delle mani, distanziamento e mascherina sempre.
I banchi sono stati distanziati, abbiamo agito sulle capienze”, rivela Primadei. La settimana viene scaglionata. A Vicenza, dove ci sono in tutto quindici classi, ne entrano tre al giorno. Sono state occupate le aule e i laboratori ma c’è ancora spazio. “Abbiamo coinvolto gli studenti dell’ultimo e penultimo anno (terzo e quarto): sono 1200 su 4200 complessivi” ricorda Dal Piano. “Ci riallineiamo con la formazione in presenza e li prepariamo per l’esame finale”. I ragazzi hanno dovuto barattare un po’ della loro libertà: al bagno e alle macchinette si va su richiesta e, comunque, dopo aver verificato che non ci sia troppa gente. “Qualche genitore era preoccupato ma abbiamo spiegato nei dettagli le nostre misure e si sono convinti. Non siamo degli sprovveduti”, sottolinea il dirigente.
“I ragazzi sono stati splendidi e disciplinati, ci hanno commosso. Per noi queste sono le prove generali per settembre”.
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