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Scuola, in aula il 23 settembre? Nuovo braccio di ferro Azzolina-Regioni

Scuola, in aula il 23 settembre? Nuovo braccio di ferro Azzolina-Regioni.

A rompere gli indugi era stata l’assessore all’Istruzione lombarda Melania Rizzoli. Per la Rizzoli la data fissata  era il 14 settembre prossimo. Poi era stata la volta del sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro che aveva ragionato sulla data del 23. “Quest’ ipotesi c’è. Sicuramente una data che non aiuta a riaprire le scuole la settimana prima e non avrebbe molto senso richiuderle dopo pochi giorni”. Si era così accesa la querelle su quale fosse il giorno adatto per dare il via al prossimo anno scolastico. Con le regioni che avevano cominciato ad annunciare, in ordine sparso, date possibili.

Alla fine è intervenuto il Ministero a smentire ogni ipotesi di data. Che, però, va concordata con le regioni che vogliono riaprire, in  larga parte, il 23. A dire il vero la ministra Azzolina ha ipotizzato nelle scorse settimane un nuovi inizio dal primo settembre. Ma per le regioni, compatte, è un’ipotesi assolutamente da scartare. E le regioni, tranne Lombardia e Piemonte, sono per lo più contrarie all’apertura il 14. Insomma il caos.

A dire il vero il problema è quello rappresentato dall’election day previsto per il 20 e il 21 settembre. Con le regole di distanziamento e pulizia previste come misure anti-Covid, è possibile che le scuole debbano chiudere non il venerdì pomeriggio come succede ora e riaprire il martedì successivo, ma che addirittura si potrebbe tornare in classe solo il mercoledì o giovedì prima del voto per riprendere le lezioni non prima di mercoledì. Insomma l’ipotesi più razionale sarebbe quella di aprire per l’appunto il 23.  Infatti l’apertura il 14 porterebbe all’ennesimo paradosso: riaprire le scuole dopo 6 mesi per richiuderle dopo tre giorni.

Si attende allora un tavolo Regioni-Ministero, anche se le prime fanno sapere che non intendono subire alcuna imposizione da parte della Azzolina. In caso di discordanza faranno, infatti, valere la prerogativa che concede loro di fissare la data.

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