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Il virologo Crisanti, più pericolose le elezioni delle lezioni. Riapriamo le scuole, senza plexiglas

Il virologo Crisanti, più pericolose le elezioni delle lezioni. Riapriamo le scuole, senza plexiglas.

Il virologo Andrea Crisanti è stato uno degli artefici della lotta vittoriosa al Coronavirus in Veneto. Oggi che l’emergenza è meno stringente si sofferma a parlare del futuro. A partire dalla scuola. “Partiamo da una certezza, i bambini sono molto più resistenti al virus rispetto agli adulti. Rispetto agli adolescenti il discorso è un po’ diverso, dai quattordici anni in poi”. Per gestire il ritorno a scuola, fa intendere il professore, bisogna partire da quelli che sono i dati scientifici raccolti e a questi applicare senso pratico e buonsenso. “La sicurezza aumenta anche con i ricambi d’aria, ma questo vale non solo per il Covid. Ripristinare dei concetti che c’erano già quando andavo io a scuola, è una opportunità per ribadire quali buone pratiche hanno efficacia anche contro altre malattie: arieggiare il più possibile, pulire a fondo sempre e costantemente aule, bagni e tutti gli spazi degli istituti. Comprese maniglie e tutto ciò che si tocca. Quando parliamo di bambini è decisivo perché si sa, è molto difficile arginarne i comportamenti spontanei e non è neanche giusto”.

Il Plexiglas e le barriere paventate da mettere nelle aule sono invece una soluzione che giudica non solo inutile ma deleteria. “Impediscono il ricambio d’aria, il contrario di quanto invece indica la comunità scientifica. Parliamoci chiaro, che logica c’è nel riaprire le discoteche e magari gli stadi se poi teniamo chiuse le scuole?”. Il concetto lo ribadisce più volte. I bambini sono i meno a rischio, perché impedire loro didattica e socialità? “I bambini sono molto più resistenti, solo in rari casi si ammalano. Non sappiamo il perché ma sappiamo che sono quelli meno a rischio. Poi certo, ci sono anche casi di bambini più vulnerabili alle malattie e per quelli bisognerà attenzioni in più”.

Crisanti si lascia poi sfuggire una battuta sul ritorno a scuola che potrebbe coincidere con le elezioni. “Sono certo più veicolo di contagio le elezioni che le lezioni. Per questo non c’è logica nell’impedire ai bambini di andare a scuola”.

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