Cronaca

Scuola, miliardi per ripartire ma non arriveranno in tempo

Miliardi per ripartire, ma i soldi non arriveranno in tempo per settembre. Il Governo starebbe seriamente pensando ad un finanziamento di 8-10 miliardi di euro per dare sostegno, forse già a fine giugno, a settori come scuola, enti locali, piccole e medie imprese, ma anche il settore automobilistico e il turismo. Si tratta dei settori più in difficoltà. E c’è anche la scuola, per la quale si continua a ricevere le indicazioni di esperti e task force senza però giungere a disposizioni certe. Perché, ha ricordato solo ieri il professor Patrizio Bianchi, presidente del pool di 18 esperti incaricati di studiare il rientro in classe, decide “chi è stato eletto, io sono qui solo per una competenza tecnica di supporto di chi ha responsabilità: il governo e il Parlamento. Le linee guida le farà il ministro”. Serviranno miliardi per ripartire in sicurezza.

Le risorse

Ma per realizzare le linee guida occorrono fondi. E anche tanti: a occhio e croce, almeno la metà dei 10 che si vorrebbero stanziare. I miliardi per ripartire saranno stanziati, ma probabilmente non arriveranno in tempo. Un esempio per tutti: a chi si affideranno gli alunni in eccesso nelle classi costrette a mantenere il distanziamento? A dei docenti, naturalmente. E siccome non potrebbero bastare, è naturale che bisognerà cercarne dei nuovi. Per non parlare dei fondi per ristrutturare i nuovi spazi didattici. Ecco, allora che l’Esecutivo vuole andare incontro alla richiesta della ministra dell’Istruzione, la quale ha estremo bisogno di fondi per organizzare il rientro in classe in sicurezza. I soldi saranno trovati e Gualtieri si sta impegnando per farlo, ma i miliardi per ripartire non faranno in tempo ad essere spesi entro settembre.

Gli stanziamenti

Il problema, comunque, è notevole: secondo alcune fonti di maggioranza serviranno ben più di dieci miliardi per ripartire, entro luglio o forse già a fine giugno. Bisogna però discuterne con l’Ue e reperire le risorse necessarie sul mercato. Di qui anche la prudenza di Gualtieri.  Più di qualcuno in Parlamento guarda con interesse, intanto, al piano del manager Vittorio Colao , con il quale sono stati individuati sei macro-settori e i sei corrispondenti obiettivi che il piano per la fase 3 della task force ha individuato per il rilancio dell’Italia.

I tempi

Di sicuro, i tempi della politica non coincidono con le esigenze della scuola. Alla quale i miliardi per ripartire servono ora. Perché per ristrutturare gli spazi (e fare le gare di appalto) non bastano pochi giorni.  Le province chiedono di fare in fretta. “Come Upi – hanno spiegato – abbiamo chiesto che metà del fondo sia riservato alle scuole secondarie superiori, perché sono quelle che, per dimensioni e anno di costruzione degli edifici, hanno maggiori criticità nella gestione degli spazi, e che le risorse assegnate seguano procedure semplificate che ci permettano di spenderle con la massima velocità. Ora dobbiamo definire con urgenza Linee guida chiare e concordate tra tutte le istituzioni in modo che siano calate sulla realtà delle scuole italiane e quindi concretamente attuabili. Le linee guida dovranno specificare nel dettaglio le tipologie di interventi che dovremo mettere in campo con queste risorse”.

 

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