Cronaca

“Lavaggio del cervello” ed elettroshock sui bimbi per allontanarli dalla famiglie: assistenti sociali sotto accusa

Ore ed ore di sedute di terapie definite dagli investigatori come “intensi lavaggi di cervello” su bimbi illecitamente tolti alle famiglie per produrre in loro “falsi ricordi di abusi sessuali” anche attraverso uno strumento spacciato come “una macchinetta dei ricordi” che mediante “impulsi elettrici” riusciva ad alterare la memoria dei piccoli in prossimita’ dei colloqui giudiziari.

Questo uno dei particolari piu’ inquietanti emerso, secondo il quadro accusatorio, nell’ambito dell’operazione ‘Angeli e Demoni” condotta dai carabinieri di Reggio Emilia che ha portato all’esecuzione di 16 misure cautelari tra cui 6 agli arresti domiciliari. Convolti nell’inchiesta amministratori locali (il sindaco di Bibbiano e’ ai domiciliari), assistenti sociali, un avvocato, psicoterapeuti di una onlus piemontese e operatori socio-sanitari.

Bimbi seviziati per falsificare le loro testimonianze

Innocenti disegni dei bambini venivano falsificati, questa la ricostruzione dei carabinieri, attraverso la mirata “aggiunta” di dettagli a carattere sessuale; le abitazioni erano descritte falsamente come fatiscenti e gli stati emotivi dei piccoli ‘falsificati’ nelle relazioni. I terapeuti poi, questo il quadro accusatorio, apparivano ai bambini, a volte, con travestimenti da personaggi “cattivi” delle fiabe messi in scena per simboleggiare la mamma e il papa’ intenti a fare del male ai loro figli. Il tutto per allontanare i bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito anche ad amici e conoscenti, per poi sottoporre i minori ad un programma psicoterapeutico per un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro.

Brignone: “Business sulla pelle dei minori”

“Se si confermano le accuse, quanto successo a è una mostruosità indicibile. E fa emergere una vergogna che ho sollevato da parlamentare: la mancanza di politiche per l’infanzia e il business sulla pelle dei minori. La loro, di sicurezza, deve venire prima di tutto”. E’ il commento di Beatrice Brignone, responsabile scuola di Possibile in un tweet.

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