Tutti i dubbi sul piano Azzolina: Occorrono 100.000 assunzioni e i soldi per l’edilizia non ci sono
Tutti i dubbi sul piano Azzolina: Occorrono 100.000 assunzioni e i soldi per l’edilizia non ci sono.
Tensostrutture da installare nei pressi degli istituti per recuperare spazi lì dove non ci sono. E nuove aule ricavate da palestre o classi frazionate. Oltre a nuove risorse per l’edilizia scolastica. Il piano per la ripartenza ipotizzato dalla ministra poggia essenzialmente su una scommessa: quella di recuperare nuovi luoghi per la didattica in presenza. Non esistono altre vie, dopo aver bocciato chiaramente l’ipotesi doppi turni e sdoppiamenti delle classi. La Azzolina piuttosto guarda “”a una rimodulazione dell’unità oraria”. I famosi 40 minuti di lezione al posto dell’ora.
I dubbi: senza spazi il piano salta
Ma senza spazi tutto il piano salta. Ed ecco l’idea, del tutto nuova, delle tensostrutture. Che a dire il vero appare abbastanza complessa, sia per il reperimento di spazi adeguati, soprattutto nei grandi centri urbani, sia per i costi. Anche perché nuovi finanziamenti per la scuola, per ora, non ci sono. Tutti, comuni, regioni, sindacati, li chiedono e il premier alle otto di sera, rivolgendosi alla ministra dell’istruzione, dice: “Con i molti soldi che arriveranno dall’Europa dovremo fare un forte investimento su scuola, università e ricerca”.
I dubbi: i sindaci chiedono più risorse
Uno stop secco alle richieste che arrivano soprattutto dai sindaci. Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani, aveva appena spiegato: “Serve il doppio degli stanziamenti fin qui messi nel Decreto rilancio”. Nel Dl ci sono 1,4 miliardi di euro per la scuola. Sono necessari, dicono ora gli enti locali, almeno tre miliardi aggiuntivi. E sono propri i sindaci quelli più dubbiosi. Le “molte criticità” sono riassunte dal presidente dell’Anci, che ha chiesto uno sforzo economico ulteriore per l’edilizia scolastica, a fronte della necessità di adattare gli istituti alle norme di prevenzione anti-Covid. “Rispetto agli interventi di edilizia scolastica, le risorse attualmente disponibili per gli enti locali ammontano a 360 milioni: non sono sufficienti. Per questo abbiamo già predisposto un emendamento al dl Rilancio in corso di conversione. Considerando un costo medio di ventimila euro, eseguire questi interventi leggeri nei 28mila edifici tra scuole dell’infanzia e primarie, indispensabili per far ripartire l’attività scolastica in presenza, richiede 620 milioni complessivi”.
I dubbi dell’Anp: Incrementare l’organico
Di “molto lavoro da fare”, ha parlato anche il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, sottolineando che “I dirigenti scolastici non possono garantire da soli la riapertura delle scuole in sicurezza. Per assicurare il distanziamento, misura anti-contagio principale, è necessario infatti che gli enti locali reperiscano nuovi spazi e che il ministero incrementi la dotazione organica del personale. Oltre alle maggiori risorse, quindi, servono anche procedure agili per assumere tempestivamente tutte le unità di personale indispensabili. Chiediamo che il governo colga l’occasione della ripartenza per intervenire in modo strutturale sui tanti problemi da affrontare: se non ora, quando?”.
Il tasto di nuove assunzioni è stato battuto con forza anche dai sindacati. Maurizio Landini della Cgil ha ribadito lo sciopero dell’otto giugno e chiesto uno sforzo alla ministra per sanare le pendenze irrisolte. Annamaria Furlan della Cisl è stata ancora più sintetica: “Servono centomila assunzioni”.
ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA
Attenzione alla ricaduta: il Coronavirus e il rischio recidiva
Piero Angela: “Perché bisogna evitare la psicosi collettiva”
Carta del Docente: disponibile il nuovo bonus. Indicazioni tecniche per le iscrizioni 2019/2020
Leggi qui altre notizie su OggiScuola
Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook



