Le regole Inail valgono anche a scuola? Chi paga se un prof, un Ata o uno studente si ammalano?

Le regole Inail valgono anche a scuola? Chi paga se un prof, un Ata o uno studente si ammalano?
Cosa accade se durante la prossima sessione degli esami di maturità uno studente o un docente o, ancora, un Ata, si ammala di Covid-19?L’allarme finora inascoltato, è stato lanciato da più parti. Molto attivo, per esempio, il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. Non si tratta di una vicenda di poco conto. Esistono profili di rilievo civile e, soprattutto, penale non indifferenti.
E’ di queste ore la notizia dell’approvazione, da parte del Comitato tecnico scientifico, del protocollo di sicurezza da ottemperare durante le prove. Rispetto dei protocolli che ripetono le fonti ministeriali mettono al riparo da qualsiasi responsabilità. Questo, naturalmente, in teoria. Non esiste, infatti, alcuna certezza scientifica, che il distanziamento necessario sia di due metri. Nè che una semplice mascherina eviti la diffusione del contagio. Mascherine che sono obbligatorie, ma non tutte hanno le stesse caratteristiche. Anzi per molti scienziati avrebbero poco potere difensivo.
D’altronde la stessa Inail ha messo tra le categorie a maggior rischio i docenti ultra cinquantacinquenni, che , per inciso, rappresentano una parte consistente degli insegnanti chiamati a sovraintendere agli esami. Sarà forse per queste semplici considerazioni se ogni giorno che passa risulta sempre più complicato trovare prof disponibili a presiedere commissioni.
Allora tornano alla mente le recentissime parole di Giannelli. “Devono essere introdotte delle innovazioni legislative poiché il decreto Cura Italia ha stabilito che il contagio è considerato infortunio sul lavoro, che è un modo folle di interpretare la responsabilità. Quindi abbiamo chiesto che si tenga conto del problema e che dal punto di vista delle responsabilità non si debba essere perseguibili, fermo restando il tema della tutela dei lavoratori. In altri termini le conseguenze delle scelte non possono ricadere sui presidi e i docenti”.


