Cronaca

Asili nido, scuole dell’infanzia e centri estivi: corsa alla riapertura, ma il rischio per gli operatori è alto

Asili nido, scuole dell’infanzia e centri estivi: corsa alla riapertura, ma il rischio per gli operatori è alto

Il dibattito sull’anticipazione della riapertura degli asili nido è esploso. Lo stesso Premier Giuseppe Conte ha detto che il governo è propenso.  Asili nido, scuole materne e centri estivi, probabilmente a partire da giugno, riapriranno i battenti. Si tratta di una decisione motivata, soprattutto, dalle difficoltà che incontrano molti genitori costretti al rientro al lavoro con la ripresa delle attività produttive. Un’iniziativa che contraddice molte delle indicazioni del mondo scientifico italiano.

Per questo si fanno già molte ipotesi per rassicurare i genitori sulla sostenibilità della proposta: distanziamento, mascherine, turni, organizzazione in piccoli gruppi, attività all’aperto. Tutte misure che garantirebbero la ripresa dei servizi per l’infanzia in sicurezza. Tutto in ordine, quindi. O forse, no.

Colpisce che dal dibattito siano scomparsi chi dovrà poi operare in prima linea: gli educatori. Educatori preoccupati che cercano di mettere in fila le numerose criticità. Come il distanziamento, per fare un esempio. Come imporre a dei bambini così piccoli, nell’attività quotidiana e anche nei momenti del gioco, di mantenere la distanza di almeno 1 metro ? Ma non è facile neppure pensare a centri estivi nella fase 2 per i più grandi: come gestire nel rispetto delle distanze di sicurezza luoghi che, proprio per loro natura, sono di aggregazione? Non a caso l’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, Ente pubblico vigilato dal Ministero del Lavoro) ha individuato tra gli ambiti lavorativi più a rischio per la prossimità fisica proprio quello dell’istruzione pre-scolare e degli asili nido.

Indicazioni che paiono bellamente scomparse in questa fase in cui alcune necessità, pur condivisibili, superano ostacoli altrimenti insormontabili. Restano, però, le lecite domande degli operatori. Di chi dovrà operare in prima linea e che chiede linee guida, strumenti, dispositivi di sicurezza.  Considerazioni basate sulla pratica esperienza educativa e non sulle astrazioni di chi, per vari motivi, spinge per la ripresa delle attività nei servizi per l’infanzia. Considerazioni che mettono in luce i rischi di contagio cui si troverebbero esposte le educatrici ma anche i bambini, visto che, seppure in misura marginale e con sintomatologie meno gravi rispetto a quelle di adulti e anziani, non sono immuni essendo già certificati numerosi casi che li riguardano.

ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA

Attenzione alla ricaduta: il Coronavirus e il rischio recidiva

Piero Angela: “Perché bisogna evitare la psicosi collettiva”

Carta del Docente: disponibile il nuovo bonus. Indicazioni tecniche per le iscrizioni 2019/2020

Elogio della lezione frontale: “Didattica è sentire che ciò che si conosce arrivi agli alunni senza sforzo”

Leggi qui altre notizie su OggiScuola

Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio