Ascani: concorso ultraveloce e stabilizzazione dei precari. A settembre via alla didattica esperienziale
Ascani: concorso ultraveloce e stabilizzazione dei precari. A settembre via alla didattica esperienziale. Come ripartirà la scuola nel prossimo anno? Al momento il futuro è alquanto nebuloso, nascosto tra le ipotesi della ministra (didattica alternata), quelle del suo sottosegretario De Cristofaro (ritorno in classe) e quella della sua vice Anna Ascani (didattica esperienziale).
Quella della Ascani sembra fatta apposta per mettere d’accordo un po’ tutti. Sindacati e docenti in primis. La Ascani propone infatti di cercare subito di “stabilizzare gli insegnanti per non avere un numero enorme di supplenti”, quindi optando per un concorso ultra-veloce. In questo modo si dovrebbe procedere ad “ampliare l’offerta formativa non tanto smezzando le classi e lasciandone metà a casa quanto facendo didattica esperienziale”.
La denominazione ha lasciato in tanti un po’ sorpresi. Ma cosa significhi , la Ascani lo ha spiegato via Facebook: “Bisogna abbandonare la logica superata del “programma” (che infatti formalmente non esiste più da oltre vent’anni) e intraprendendo con coraggio la via dell’apprendimento esperienziale di ispirazione montessoriana. Le classi, anche quelle dei più piccoli, andranno divise in gruppi per garantire il distanziamento e la sicurezza, ma questi gruppi potranno svolgere a giorni alterni attività diverse, con una maggiore attenzione ad esempio allo sport, alla musica, all’arte e alle tante attività, anche di creazione digitale, che hanno un importantissimo risvolto educativo e che oggi trovano troppo poco spazio nei curricula scolastici”.
Per dar vita al progetto Ascani ha anche annunciato che sono ripartiti, dal 4 maggio, i cantieri in 2 mila scuole: quindi, “Avremo più istituti sicuri e a norma; ci sarà una parte di edilizia provvisoria e strumentazioni per garantire il distanziamento sociale. Vogliamo che i bambini possano tornare a scuola a settembre, la scuola a distanza non può sostituire la scuola in presenza, la scuola a distanza può solo tamponare”.
Per fornire “Risposte alle famiglie e restituire la socialità alle famiglie già da maggio vorremmo provare ad avere degli educatori a disposizione, con gli enti locali, per accompagnare piccolissimi gruppi di bambini. Poi, a giugno e luglio utilizzando più spazi, magari quelli delle scuole primarie chiuse che hanno cortili antistanti soprattutto all’aperto sempre in gruppi piccoli“.
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