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La didattica mista della Azzolina è impossibile, ecco perché

La didattica mista della Azzolina è impossibile, ecco perché

La scuola ripartirà a settembre, parola di Lucia Azzolina. A questo sta lavorando la task force ministeriale nominata dalla ministra. Un gruppo di lavoro che avrebbe già partorito una prima idea. Idea, poi, esposta dalla ministra nella ormai famosa intervista a Sky. Si tratta di una didattica mista con metà ragazzi in classe e metà ragazzi collegati a distanza. Detta così sembra un’intuizione semplice ed efficace. La Azzolina in modo assertivo ha ammesso che l’idea è una soluzione più che possibile, in caso di mancata riapertura totale delle scuole. Come dire che si farà così. A questo punto viene da pensare che la ministra sia sottovalutando la questione. L’ottimismo della volontà che ha segnato questi quattro mesi in viale Trastevere stavolta pare abbia superato ogni limite. Basti segnalare alcune insormontabili, o quasi, difficoltà che né la ministra né, tanto meno, l’ineffabile task force hanno valutato.

Seguiamo un filo logico per comprenderle. Metà degli alunni andranno a scuola, l’altra metà resterà a casa. Chi resterà con questi ultimi? I genitori? In un caos a senso unico alternato che dovrebbero conciliare lo studio dei figli e i prevedibili impegni lavorativi. Immaginare mamme costrette a chiedere continui permessi causa didattica mista. E nel caso si continuerà nella favola delle baby sitter pagate dallo Stato per un intero anno? La Azzolina in questo modo scarica sulle famiglie, già piegate da mille difficoltà un’incapacità organizzativa sistemica.

Continuerà comunque la didattica a distanza, ma in modo “soft”. Il docente dovrà gestire in contemporanea l’aula e gli alunni online, compresi i problemi di natura tecnica legati alla telematica. Senza dimenticare che circa il 20% degli alunni ha difficoltà a seguire per problemi di rete. Facile immaginare lezioni a singhiozzo che se per gli alunni si rivelerebbero complesse a giorni alterni, sarebbero un calvario perpetuo per i docenti. Studenti che resterebbero davanti a un pc anche per sei ore di fila, in aperto contrasto con qualsiasi indicazione dei medici. Provate a pensare al caos che si produrrà.

Come ci si comporterà, poi, per quanto riguarda gli studenti delle prime classi? Come gestire il delicato rapporto insegnante-alunno nelle primarie? Nel momento delicatissimo della prima formazione i bambini si ritroveranno a gestire un caos informativo poco pedagogico. Il lavoro in questi casi, con la didattica mista tender, poi,à a raddoppiarsi, ma la Azzolina ha già detto che non è possibile assumere nuovi prof. E allora? Allora la montagna pare abbia partorito un topolino. Ma questo topolino dovrà gestire un’enorme vallata. Tutti penseranno che ciò sia impossibile. Ma tutti non sono la Azzolina, che pare convinta che nulla sia impossibile.

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